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CORONAVIRUS IN POLESINE

"Medici di base in tilt, una chiamata al minuto"

Il presidente dell’ordine Noce: “I colleghi in burnout, lavoro h24”

"Medici di base in tilt, una chiamata al minuto"

12/01/2022 - 09:34

“Il tracciamento è diventato impossibile. Ci sono 5mila persone positive ancora da definire e da mettere in isolamento. I medici sono in burnout, sottoposti a fortissimo stress. Esasperati lavorano fino a mezzanotte continuativamente, non tornano a casa a mangiare e la situazione è insostenibile”. L’allarme sulla pressione che l’ultima ondata del Coronavirus sta determinando sul sistema sanitario polesano l’ha lanciato ieri il presidente dell’ordine dei Medici e chirurghi di Rovigo e del Veneto Francesco Noce durante la riunione del comitato aziendale dell’Ulss 5.

Basta qualche dato: il 29 dicembre scorso tra positivi e isolati 5mila 862 persone erano seguite da medici di base e Sisp, ieri erano 13mila 281. “I medici di base ricevono una telefonata ogni 60 secondi - spiega ancora Noce - devono rispondere alle mail, preparare i documenti per l’isolamento. E non abbiamo ancora raggiunto il picco...”.

Nella riunione del comitato aziendale dell’Ulss 5 ieri si è parlato anche di questo. “Il tracciamento oramai è saltato, quindi non si capisce se pensare solo a quelli che sono sintomatici e seguire loro e basta, altrimenti non si riesce a stare dietro a tutti, non ne usciamo fuori. Su questa scia bisogna cambiare il sistema”.

Noce avverte anche che molti “si fanno i tamponi fai da te e anche se risultano positivi, pur di non entrare nella trafila del tracciamento e dell’isolamento, e per non essere messi in quarantena non avvertono più il medico e il Sisp. Anche perché oramai la quarantena non è più riconosciuta dall’Inps. L’unica cosa positiva che è cambiata adesso è che una volta che il tampone è negativo la persona viene liberata automaticamente, non deve attendere la ufficialità del Sisp. Bisogna cambiare il sistema che ingolfa le strutture sanitarie, esattamente come sta ingolfando il traffico in zona Cittadella”.

La situazione è ben diversa rispetto allo scorso anno, riflette lo stesso presidente dei Medici: “Lo scorso anno eravamo in lockdown dunque il contagio è stato bloccato così. Ora i contagi sono molti di più dello scorso anno, e molti di più sono gli asintomatici o i paucisintomatici, bisogna dirlo, ma ovviamente è gente che per un motivo o per l’altro anche solo per ansia, fa riferimento ai medici di base. O al 118 addirittura. Il lavoro dunque è aumentato: vaccinazioni, visite, provvedimenti di isolamento, rispondere per delle ore a chi chiede informazioni, tamponi. Con un grosso disagio per i medici di base e per la medicina in generale, che non si riesce a curare come si dovrebbe i pazienti che hanno altre patologie, altrettanto gravi e croniche”.

Un impazzimento generale, con l’aggravante, non smette mai di dirlo Noce, “della quota di non vaccinati che mandano lettere di avvocati per essere esonerati o per richiedere esami pre-vaccino che non sono necessari. Ho appena ricevuto l’ennesima telefonata da un collega che chiedeva indicazioni rispetto a un assistito no vax. La cosa positiva è che con l’inasprimento delle misure anti Covid e con il super Green Pass anche al lavoro, stanno aumentando le vaccinazioni con le prime dosi”.

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