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QUIRINALE

“Tempo di una rodigina capo dello Stato”

Bartolomeo Amidei, xx senatore Fi, 7 anni fa non votò Mattarella: “Non gli perdono di non averci mandati alle urne”

“Tempo di una rodigina capo dello Stato”

13/01/2022 - 10:34

Era arrivato in parlamento da poche settimane, Bartolomeo Amidei, allora senatore del gruppo di Forza Italia, quando il suo nome risuonò nell’aula di Montecitorio, durante l’appello nominale per l’elezione del nuovo capo dello Stato. Era la fine del gennaio del 2015, sette anni fa. “Sì, una grande emozione - ricorda oggi quei momenti, Amidei - ma in realtà non ebbi un gran ruolo, non feci altro che recepire le scelte che il partito faceva, a livelli più alti”. Al punto che - ammette - “probabilmente fui tra i 105 che fecero scheda bianca”. Insomma, a differenza di Crivellari, non votò per Sergio Mattarella.

Amidei, se ne è pentito?

“No, per nulla. Il mio giudizio sulla sua presidenza è critico. Molti, oggi, ne parlano bene ma soltanto perché sta per cessare il suo incarico. Ci si dimentica che cosa ha fatto in questi anni, quante volte avrebbe potuto e dovuto mandare gli italiani al voto e invece non l’ha fatto. Ne ha ‘combinate’ molte: io archivio, ma non dimentico”.

Cosa ricorda delle sedute che portarono alla sua elezione?

“Una grande emozione per me, che ero arrivato in Senato da poco. Non capita a tutti di partecipare all’elezione di un capo dello Stato, e mi ritengo fortunato. Ma, come parlamentare, ero giovane, quindi non ho avuto nessun ruolo particolare. Ricordo, però, una grande popolarità: anche a Rovigo, la gente mi fermava per strada, mi chiedeva del voto, del nuovo capo dello Stato, mi dicevano di avermi visto in televisione. Furono giorni intensi, forse qualcuno pensò persino che fossi più importante di quello che davvero ero”.

E in aula, cosa successe?

“Mi immortalarono di fianco a Napolitano. Poi, l’ex presidente divenne senatore a vita e lo vidi diverse volte in aula, ebbi anche occasione di parlare con lui. Non veniva sempre, partecipava solo alle discussioni più importanti. Prendeva la parola soprattutto sui grandi temi internazionali, quando si discuteva del ruolo dell’Italia. I suoi interventi erano tenuti in grande considerazione”.

Torniamo all’elezione: lei fece sempre scheda bianca?

“Eravamo consapevoli che nelle prime tre chiamate non c’era possibilità di elezione, perché il quorum dei due terzi era fuori portata. Ci dissero di lasciare la scheda in bianco. Dalla quarta chiama, poi, bastava la maggioranza assoluta e lì ci furono i numeri per far passare Mattarella”.

Voi, però, eravate contrari...

“Forza Italia non venne coinvolta in quella scelta. Non abbiamo ricevuto indicazioni in nessun senso, e il partito decise di lasciare la scheda bianca anche alla quarta”.

E oggi? Cosa si aspetta dall’elezione che inizierà il 24 gennaio?

“Credo che più che all’elezione del nuovo capo dello Stato, molti parlamentari siano interessati a capire come arrivare a fine legislatura. Mi spiego meglio: molti temono che votando Draghi in primavera si andrà al voto. E, dunque, i parlamentari temono di non essere rieletti, e di perdere pure il vitalizio”.

Lei percepisce il vitalizio?

“Non l’ho maturato: servono 4 anni, 6 mesi e un giorno, io sono rimasto al Senato circa tre anni e mezzo. E’ questo il problema dei parlamentari di oggi: la legislatura non ha ancora raggiunto i quattro anni, e se termina adesso ci rimettono in molti. Pensate anche a chi sa già che non tornerà nelle nuove Camere: ci sono partiti, tipo i 5 Stelle, che alle prossime elezioni vedranno la loro pattuglia di parlamentari dimezzata, ad essere buoni”.

Quindi, come finirà?

“Se lo chiedete a me, penso che Draghi avrebbe tutte le caratteristiche per ricoprire questo ruolo. E lo dico, sia chiaro, non essendo un suo sostenitore, dal punto di vista politico. Ma il suo valore è indiscutibile”.

Potrebbe avere l’appoggio del suo partito, Fdi?

“Se lo chiedete a me, lo sosterrei soltanto per accelerare lo scioglimento delle Camere e dunque le elezioni, che daranno finalmente all’Italia un presidente del consiglio eletto dal popolo. Dall’altra parte, credo che molte forze gli chiederanno l’esatto contrario: ti votiamo solo se ci garantisci che darai l’incarico a un premier che traghetti il Paese fino al 2023”.

E Berlusconi? Il centrodestra continuerà a puntare su di lui?

“Avrebbe anche lui il profilo per fare il capo dello Stato: è un grande statista, un politico e un imprenditore di indiscutibile successo, e anche sotto il profilo umano lo ritengo una persona di elevato spessore. Mi preoccupa l’aspetto anagrafico: finirebbe il mandato a 92 anni, e non so se sarebbe opportuno”.

Come vedrebbe, invece, una donna al Quirinale?

“Benissimo. La mia amica Maria Elisabetta Alberti Casellati ha tutte le carte in regola, ed è anche relativamente giovane. Una donna capo dello Stato sarebbe una scelta innovativa e qualificante. E poi è anche rodigina”.

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