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IL CASO

Notte fonda per l’autodromo

Futuro della struttura sempre più segnato. Crolla l’indotto. Barbierato riferirà mercoledì in consiglio

Notte fonda per l’autodromo

22/01/2022 - 17:38

Notte fonda per l’autodromo: appare eclissata ogni speranza che la struttura motoristica di località Colafonda possa riprendere l’attività a breve. In assenza di comunicazioni ufficiali, voci sempre più insistenti sostengono che sarebbe stato respinto il ricorso (relativamente alla possibilità di riprendere l’attività) presentato dalla società Biotitalia che gestisce l’impianto, pertanto a questo punto resta bloccata ogni attività sportiva della struttura. Quindi, per un po’ non si sentiranno rombare i motori di auto, moto e kart.

Tutto fermo, avvolto nel silenzio. In attesa dei prossimi passaggi giudiziari, per la struttura motoristica di località Colafonda avanza addirittura lo spettro che possa finire all’asta. Le possibilità che il ricorso potesse essere accolto, sembravano ridotte al minimo, ma era giusto e doveroso sperarci. Purtroppo, il giudice non ha ritenuto di concedere questa possibilità e restano i sigilli all’impianto. La notizia non ha colto più di tanto di sorpresa il mondo politico istituzionale che ormai era preparato, anzi rassegnato. E’ molto probabile che la questione dell’autodromo, per quanto riguarda le negative ripercussioni sull’indotto, sarà discussa nel consiglio comunale convocato per mercoledì prossimo. Soprattutto c’è attesa per conoscere l’azione svolta dal sindaco Omar Barbierato che nei giorni scorsi ha dichiarato di aver “contattato personalmente le autorità del territorio alle quali ho rappresentato le problematiche del fallimento sull’indotto del territorio”.

Impatto tremendo per il tessuto economico commerciale. Già in questo fine settimana era in programma un’importante manifestazione motoristica con la partecipazione di circa 250 piloti, con altre 6/700 persone di accompagnamento tra tecnici dei team, dirigenti e amici. Tutto cancellato in 24 ore. Per molte attività della ristorazione e della ricettività, l’indotto alimentato dall’autodromo valeva dal 40 al 50% del fatturato: basta questo dato per dare un’idea della batosta che si sta abbattendo sull’economia del territorio adriese e circostante.

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