VOCE
ADRIA
21.02.2022 - 18:42
La Guardia di Finanza entra all'Adria International Raceway
Tempi lunghi, anzi lunghissimi prima di sentire di nuovo rombare i motori all’autodromo Adria International Raceway. Non prima di tre anni dovendo attendere una sentenza del tribunale di Milano che riconosca l’accordo di preliminare di acquisto sottoscritto da Bioitalia e Darma spa con versamento già effettuato di un milione e mezzo andato nelle casse della seconda.
Oppure potrebbe intervenire un provvedimento della Banca d’Italia che potrebbe riscontrare eventuali conflitti di interessi fra alcuni soggetti coinvolti dell’operazione, quindi riconoscere la validità di quel preliminare. Ma, in ogni caso, anche questo provvedimento difficilmente arriverà prima di due anni.
E’ quanto annunciato nel pomeriggio di lunedì 21 febbraio dall’avvocato Giuseppe Cavallaro legale di Bioitalia e F&M in conferenza stampa alla presenza di Luigi Scaglia presidente di F&M e Mario Altoè amministratore di Bioitalia, nonché direttore sportivo dell’impianto fino a quando era in attività. Presenti in sala anche Giuliano Altoè e la moglie Flavia.
L’avvocato ha illustrato la complicatissima vicenda legale e giudiziaria, che si trascina da anni, sostenendo un punto fermo: “Solo Bioitalia è in grado di gestire l’impianto motoristico”. Però, al netto di eventuali colpi di scena, possibili ma al momento non prevedibili, l’autodromo resterà chiuso a lungo. E abbandonato a se stesso. Possibile vittima anche di male intenzionati.
Una doccia gelata per il mondo imprenditoriale e commerciale adriese e del Delta. E domani sera, martedì 22 febbraio, alle 20,30, nella sala conferenze dell’hotel stella d’Italia è in programma l’assemblea pubblica organizzata da tutte le forze politiche adriesi, maggioranza e minoranza, dentro e fuori del consiglio comunale, per fare il punto della situazione, soprattutto per valutare l’impatto negativo che sta avendo sull’economia locale a seguito del crollo dell’indotto alimentato dall’autodromo.
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