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CRISI ENERGETICA

“E’ ora di riprendere le estrazioni”

Armenio: “Meno male che c’è il rigassificatore. E pensare che qualcuno voleva fermarlo”

“E’ ora di riprendere le estrazioni”

Armenio: “Meno male che c’è il rigassificatore. E pensare che qualcuno voleva fermarlo”

Il rigassificatore di Adriatic Lng, al largo della costa polesana, scalda i motori. Con la Russia pronta a chiudere i rubinetti, l’infrastruttura diventa ancora più strategica. Il ministero della Transizione ecologica, recentemente, ha autorizzato l’aumento della capacità del sito dagli attuali otto a nove miliardi di metri cubi l’anno: dall’impianto passa tutto il gas che arriva dal Qatar. Circa il 9,5% dell’intero fabbisogno nazionale di gas passa da qui.

Soltanto a dicembre, l’impianto ha rigassificato 628 milioni di metri cubi di gas; in tutto il 2021, 7,3 miliardi di metri cubi contro i 6,8 dell’anno precedente. E per il 2022 si prevede un nuovo aumento.

“E pensare che c’era qualcuno che neanche lo voleva fare. Chissà in che situazione saremmo adesso. Dovremmo soltanto ringraziare di avere un impianto del genere, altroché manifestazioni ambientaliste!”. A dirlo è Paolo Armenio, vicepresidente di Confindustria Venezia-Rovigo, con delega al Polesine.

Insomma, Armenio: benedetto rigassificatore?

“Averlo è sicuramente un grande vantaggio. Il problema è che, a livello italiano, avremmo dovuto averne 8 o 10. Mi risulta siano soltanto tre: anche se dovessimo aumentare gli approvvigionamenti via nave, per essere meno dipendenti dai russi, poi dove agganciamo questo gas?”

E dove lo agganciamo?

“Bisogna avere il coraggio di dire una cosa, anche se scontenta tanti. Oggi come oggi dobbiamo affidarci alla scienza, e non ai comitati ambientalisti: bisogna prendere decisioni sulla base di valutazioni oggettive, non di ideologie da campagna elettorale. E per questo dico che nessuno, oggi, può lamentarsi di avere un terminal. Ma la stessa cosa va fatta anche per il nucleare”.

E’ favorevole a riattivare centrali in Italia?

“Ne abbiamo lungo tutto l’arco alpino, appena oltre confine ma con i rischi, in caso di incidente, di fatto in Italia. Di contro, però, ne rifiutiamo i vantaggi, e andiamo a pagare quell’energia a caro prezzo. Bisogna dire le cose alla gente in modo corretto: oggi il nucleare è pulito, valutiamolo. Ma facciamolo a livello di Europa, non a Rovigo, a Venezia o a Roma”.

E le famose rinnovabili? Eolico, solare…

“Possono essere una soluzione a breve termine, ma sappiate che in Italia ottenere le autorizzazioni anche per questo tipo di impianti è lungo e difficile. Meglio puntare sul gas, e parlo anche di estrazione: certo, sappiamo bene qual è stato il problema, anche per il Polesine, negli anni che furono. Abbiamo pagato un duro prezzo, che non dobbiamo più pagare. Ma oggi ci sono nuove tecnologie, basate su pompaggi di Co2, che possono far sì che ciò che è stato non si ripeta. E poi, l’Adriatico è grande: non stiamo parlando di trivelle da installare proprio sulla costa polesana. Ricordiamoci che una volta le estrazioni avvenivano sulla terra ferma, nei nostri paesi: è tutta un’altra cosa. Insomma, valutiamo senza preconcetti, vigilando sul rispetto della sostenibilità”.

Quanto sta incidendo la guerra tra Russia e Ucraina sui prezzi dell’energia?

“I contraccolpi di sono già visti. Stamattina (ieri, ndr) il gas era aumentato del 30%, le materie prime come rame, nichel, zinco e grano del 20%. Il problema è che dipendiamo troppo dall’estero, e il bacino russo per noi è essenziale”.

Cosa dobbiamo aspettarci?

“Spero che la diplomazia abbia ancora tempo per trovare una soluzione. Questa guerra va fermata subito. Intanto, le nostre imprese nella zona stanno cercando di mettere al sicuro i lavoratori e le loro famiglie: per tutti gli imprenditori, questa, al momento, è la prima preoccupazione”.

Ma. Ran.

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Commenti all'articolo

  • Ezio Pozzati

    26 Febbraio 2022 - 09:03

    Ci risiamo! Come scritto più volte, in Italia di programmato c’è molto poco. Tutti commentano il quotidiano e nessuno guarda al futuro. Se le idee che vengono proposte non producono voti o denaro, allora non sono buone. Allego due articoli, dopodichè spero che il buon senso non sia morto. Solare anti caro-bolletta energetica: basta un pannello su 1/3 degli uffici – Affaritaliani.it, I giacimenti di metano assicurazione contro i forti terremoti - Terra & Poli – ANSA.itI giacimenti di metano assicurazione contro i forti terremoti - Terra & Poli - ANSA.it

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