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ALLARME SICCITA'

I fiumi sono ai minimi storici

Precipitazioni inesistenti da mesi e anche in quota poca neve

I fiumi sono ai minimi storici

Po in secca. Adige in secca. Ed anche tutti gli altri corsi d’acqua soffrono una siccità da record in questo periodo dell’anno, caratterizzato, dallo scorso Natale da una penuria di pioggia che sarebbe allarmante anche in estate. E così colture a rischio e ambiente in difficoltà e con la prossima campagna di irrigazione dei campi messa ancora più in forse dalla carenza idrica oltre che dall’esorbitante aumento del costo dei carburanti. Il crollo delle piogge in questi mesi è stato calcolato con una riduzione di oltre il 60%. In montagna, inoltre, il deficit di neve è di circa un metro rispetto alla media; e la portata dei fiumi è ai minimi storici; ed anche le falde acquifere fanno registrare il record negativo degli ultimi vent’anni. E la cosa grave e che non si tratta di fenomeni rari, un tempo si registravano ogni cinquant’anni, oggi si ripropongono ogni due-tre. Il cambiamento climatico non è più un’opinione, ma qualcosa con cui dover imparare a convivere.

E d’altra parte basta fare un giro sull’argine dei due grandi fiumi veneti e polesani, Po ed Adige, per veder affiorare lingue di sabbia e spiaggette come se si fosse in agosto. Dal delta a Polesella, da Occhiobello all’Alto Polesine il corso del Po è punteggiato da golene sempre più grandi ed asciutte e lembi di sabbia che si allargano verso il centro del fiume. Ed anche l’Adige evidenzia un livello sempre più basso.

E infatti in Veneto, la pioggia è risultata impietosamente assente nella prima metà di marzo: se dovesse rivelarsi tale anche nella seconda, ne risulterebbe il mese più scarso di apporti dal 1994. L’allarme parte dall’Arpav, l’agenzia regionale per l’ambiente, che fornisce a supporto qualche esempio allarmante delle prime due settimane: zero acqua sul Po a fronte di una media del periodo di 54 millimetri; zero sull’Adige, contro 64; zero sulla pianura tra Livenza e Piave, contro 65.

Bollettino critico anche dalla montagna, dove è nevicato pochissimo. Nel complesso, la neve fresca caduta tra l’ottobre scorso e metà marzo risulta inferiore del 40 per cento nelle Dolomiti e del 50 nelle Prealpi, con un deficit di 160-170 centimetri rispetto alla media 2009-2021.

Arpav ha segnalato anche che nella prima metà di marzo è proseguito l’impoverimento delle falde acquifere; allarmanti in particolare i dati relativi all’alta pianura tra Brenta e Piave, e in alcune stazioni di bassa pianura dove i livelli sono simili a quelli del 2017, rivelatisi ai valori minimi nell’arco degli ultimi vent’anni. Sono tutti i principali fiumi veneti a soffrire di un calo pressoché costante dalla metà del novembre scorso. Con un aggravamento in questa prima metà di marzo, quando rispetto alla media storica mensile la portata media è risultata di appena un terzo per il Brenta e il Bacchiglione, meno della metà per il Po, due terzi per l’Adige. La situazione più pesante è quella del Po, anche perché quando arriva in Veneto il grande fiume ha ormai accumulato un deficit via via crescente lungo il suo intero bacino: pure a febbraio e in questo primo scorcio di marzo, le precipitazioni sono state irrilevanti, riducendo la portata del fiume ai valori minimi dal 1972, mentre il trend delle temperature medie ha conosciuto un rialzo prossimo ai 3 gradi, facendo dell’inverno 2021-22 il più caldo degli ultimi quarant’anni. Una situazione aggravata dalla scarsità non solo di acqua dal cielo ma pure di neve. Il totale della risorsa idrica fin qui immagazzinata risulta del 70 per cento inferiore rispetto alla media stagionale; tutti i grandi laghi e i serbatoi sia delle Alpi che dell’Appennino sono in crisi.

Ed anche l’agricoltura tenta di correre ai ripari. Il presidente di Coldiretti Carlo Salvan dice: “Come Coldiretti puntiamo sulla creazione di invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua. Il Veneto recupera solo il 5% della pioggia rispetto a una media nazionale dell’11%, dato che dimostra quanto bisogno ci sia di investimenti in questo campo”.

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