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Nuovi esborsi: tavolini e dehors dovranno essere cambiati

Preoccupa il nuovo regolamento

Nuovi esborsi: tavolini e dehors dovranno essere cambiati

I gestori chiedono risposte certe, non possono investire di continuo

E’ tutt’altro che in discesa la questione plateatici. Baristi e ristoratori del centro sono in apprensione a causa della normativa sugli spazi esterni dei locali, che si dimostra poco chiara e soggetta a interpretazioni. Con lo spettro di un nuovo regolamento che, dal prossimo anno, potrebbe rimescolare tutte le carte in tavola. Il che significa richiedere nuovi investimenti ed esborsi agli esercenti, già provati da due anni di pandemia.

Dal primo aprile i titolari di bar e ristoranti torneranno a pagare la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, e da giorni gestori tecnici del Comune stanno facendo le corse per presentare ed evadere le richiesta di autorizzazione. Molte delle quali in scadenza e quindi bisognose di un nuovo via libera, che potrà essere definitivo o permanente in base alla stessa richiesta. Ma non è questo il problema. Il vero nodo da sciogliere, per gli esercenti, è quello che succederà dalla fine dell’anno in poi.

Perché fino al 31 dicembre l’amministrazione comunale ha deciso di reintrodurre la tassa, senza però imporre modifiche agli spazi esterni. Dopo, però, cambierà molto se non tutto. E’ in arrivo infatti un nuovo regolamento perché a Soprintendenza di Verona pare intenzionata a chiedere uniformità a tutti i dehors. Una pretesa che se tradotta in realtà comporterà la necessità di una radicale modifica di molti plateatici, vanificando, in questo modo, investimenti che i gestori dei locali hanno affrontato negli ultimi due anni per ampliare e rendere più confortevoli i propri spazi esterno anche nei mesi invernali. una posizione che se rimanesse rigida sarebbe una vera e propria spada di Damocle sospesa su molti locali.

E non è l’unica perché ora c’è anche il tema delle sedie dei tavolini all’aperto. L’interpretazione letterale del regolamento attualmente in vigore dice che le sedute devono essere in metallo. I tecnici di tre anni fa, però avevano adottato un’interpretazione più flessibile, consentendo agli esercenti di dotarsi anche di sedie non in ferro, ma comunque di qualità non scadente. Anche perché per molti esercenti avere sedie metalliche significa un esborso economico maggiore e una fatica supplementare per movimentarle quotidianamente.

Se l’attuale settore dell’urbanistica rimarrà su questa interpretazione rigida moltissimi operatori saranno costretti a nuovi investimenti, senza sapere però come, magari pochi mesi dopo, evolverà il regolamento definitivo dei plateatici.

“Abbiamo chiesto un incontro urgente all’assessore all’urbanista Luisa Cattozzo - spiega Roberto Menin di Confesercenti - E’ la politica che deve dare l’indirizzo ai tecnici del Comune. Gli esercenti chiedono certezze e chiarezza. Non è possibile che investimenti sostenuti per adeguarsi alla normativa vengano cancellati da interpretazioni differenti della norma. Qua si tratta del lavoro di decine di operatori e famiglie, si tratta di fare investimenti con certezze. E occorre decidere in fretta. Spero che l’assessore ci sia ascolto in tempi rapidi”.

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