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CRISI ECONOMICA

"Famiglie senza soldi, spese sempre più povere"

Gli esercenti raccontano come siano cambiate le abitudini di spesa dei Rodigini

Spesa a domicilio per gli anziani anche a Occhiobello

Sono sempre più numerose la famiglie in grave difficoltà economica a causa degli effetti della pandemia, prima, e del rincaro delle spese per bollette e alimentari, dopo. Una situazione critica che sta preoccupando cittadini e commercianti, che confermano un cambio radicale delle abitudini di acquisto. Tra queste la consueta spesa settimanale, che ora viene fatta più spesso, ma meno sostanziosa.

“I clienti stanno spendendo meno - conferma Stefano Piva del piccolo negozio di alimentari del centro città - c’è molta preoccupazione dovuta alle notizie negative che continuano ad arrivare. Purtroppo il potere di acquisto delle famiglie è sempre più basso e le spese della casa sono aumentate, ma anche molte aziende sono in difficoltà o stanno chiudendo, questo comporta che chi non ha una stabilità economica fa fatica a pagare ed è costretta a mettere mano ai risparmi che, con tanti sacrifici, aveva messo da parte. Le famiglie, quindi, ora comprano lo stretto indispensabile”.

A creare difficoltà è anche il problema dell’approvvigionamento di alcune tipologie di alimenti. “Abbiamo problemi perché a volte la merce fatica ad arrivare - spiega - motivo per cui si è deciso di fare maggior scorta di prodotti a lunga conservazione. Ad esempio la farina per uso industriale che si fatica a trovare, ma ci sono anche problemi con le carni bianche, soprattutto il pollo, a causa dell’epidemia di aviaria dei mesi scorsi. Chi ha questo tipo di carne lo vende a prezzi molto alti, rivenderlo ai clienti a queste condizioni non ci sembra giusto. Fortunatamente abbiamo fornitori dal Bassopolesine che non hanno avuto alcuna difficoltà. Le piccole aziende non lavorano con grandi numeri di animali e il problema dell’aviaria non le ha toccate”.

Proprio il concetto di chilometro zero sembra, al momento, aiutare a contenere i rincari sulle materie prime alimentari. “I prezzi di alcune tipologie di carne sono aumentati di circa 50 / 70 centesimi al chilo - precisa Guido Zanini, della Macelleria Equina -, il pollo molto di più. Fortunatamente per il momento i nostri clienti non hanno cambiato in maniera significativa le loro abitudini, ma è anche vero che abbiamo prodotti di nicchia e, soprattutto, abbiamo cercato di non far pesare troppo questi aumenti su di loro. Ad aiutarci a contenere i prezzi e soprattutto a non avere problemi di reperibilità di carne è il fatto che ci riforniamo da aziende della zona, ad esempio Ferrara per le carni bianche, Padova, Vicenza e Verona per quelle rosse”.

Anche il settore agricolo locale, nonostante le difficoltà dovute a lungo periodo di siccità, non segnalano grandi problematiche. “Al momento la clientela è rimasta stabile, sia come presenze che come acquisti - afferma Rita Gramegna del negozio l’Angolo Verde - questo perché vendiamo prodotti di rapida deperibilità. Frutta e verdura, se non consumati in tempo, rischiano di marcire, non avrebbe senso fare grandi scorte poiché il rischio è di dover buttare via tutto”. Nonostante l’emergenza sia ancora contenuta, a far da padrona per le spese di ogni giorno è comunque la prudenza. “I prezzi delle farine e del lievito sono cresciuti molto - conferma Vera Gerxhi, de Il Forno Rubiero -. Anche le bollette di gas ed elettricità sono notevolmente aumentate, è un periodo veramente difficile per lavorare sereni. I clienti ci sono ma comprano meno, visto il momento attuale non si vuole sprecare cibo e, giustamente, denaro. È un periodo che richiede prudenza nelle spese, speriamo che tutto questo finisca presto”.

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