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L'INTERVISTA

"I giovani non hanno voglia di lavorare. Pensano ai reality"

Lo storico esercente Nicola Brugiolo: “Non vogliono fare la stagione, meglio il reddito di cittadinanza”

“Moriremo di stenti, non di virus”

Nicola Brugiolo, notissimo esercente di Rosolina Mare

26/04/2022 - 18:12

“Il problema è che i giovani sono convinti che per diventare qualcuno basti cantare una canzone decente ad Amici in tv e arriva la svolta della vita. Non hanno più il concetto che per diventare qualcuno si debba fare la gavetta. Voglio tutto, subito e senza fatica”, è questo il motivo per cui, secondo Nicola Brugiolo, titolare del bar Sole di Rosolina Mare ed esercente da 25 anni, non si trovano più giovani disposti a fare “gli stagionali”.

Brugiolo ma non sarà forse, come sostengono in molti, che il problema vero sia la paga?

“Non è così. Il problema della mancanza di manodopera è reale ma non è questo il motivo. Partiamo dal presupposto che non tutti i datori di lavoro sono perfetti, ma che allo stesso modo anche i lavoratori non lo sono: dobbiamo uscire dal tema dello sfruttamento verso chi fa la stagione. L’unica verità è che si riscontra la mancanza di manodopera per quei lavori che comportano impegno costante il weekend e quando gli altri si divertono”.

Quindi i giovani non hanno voglia di lavorare nel weekend?

“Purtroppo i giovani confondono la vita con i social e con i reality hanno perso il senso della realtà: non si diventa qualcuno da sera a mattina. Non hanno più il principio che serve la gavetta. Addirittura spesso arrivano persone che invece di essere consapevoli che devono imparare un mestiere sono spocchiose e ritengono di saper fare tutto e voglio essere strapagati, mettendo in terzo piano il fatto che chi insegna ha 25 anni di esperienza. A loro non importa. Sono convinti di saper già fare tutto. Dover imparare un mestiere e fare la gavetta non è sfruttamento, ma un investimento su se stessi. Lo abbiamo fatto tutti, ma le nuove generazioni non ci credono. Credo, appunto, che sia tutto come nei reality”.

Colpa dei social e della tv, dunque?

“Anche. Inoltre la rappresentazione che si dà in tv della ristorazione è illusoria. Si cucina belli, sorridenti e truccati, con tutti gli agi. Ma la cucina in realtà è un inferno e i giovani non se lo immaginano avendo questi esempi distorti davanti agli occhi. E poi la ristorazione non è solo portare i piatti in tavola, è una scelta di vita. Si lavora quando gli altri sono in vacanza e si divertono. Io da 25 anni baratto le domeniche estive, ma da novembre mi concedo mesi di vacanze in giro per il mondo. Tutte le scelte comportano sia rinunce che vantaggi. E’ un lavoro che certamente deve piacere, un lavoro dove ci vuole una certa educazione, un certo atteggiamento e un certo carattere. Non è come la catena di montaggio che se hai una giornata storta puoi tenere il muso e non cambia nulla. Hai a che fare con la gente”.

Un consiglio ai giovani?

“Innanzi tutto invito i genitori che portano ancora i figli 20enni a fare i colloqui a lasciarli andare da soli. Mi succede spesso, e chiedo sempre se devo assumere il ragazzo o il genitore. E’ incredibile. Genitori che al colloquio mi chiedono se il figlio dovrà lavorare anche il sabato e la domenica. Da non credere. Quindi il primo consiglio va ai genitori: smettetela di credere che i vostri figli siano tutti dei fenomeni quando la maggior parte sono degli incapaci. Sapete quanti partecipanti di Amici (il programma di Maria De Filippi, ndr) sono tornati poi a fare i cassieri? Bisogna ritornare un po’ tutti alla realtà”.

Il reddito di cittadinanza ha contribuito a questa carenza di manodopera?

“Sicuramente sì. Piaccia o non piaccia in Italia c’è una serie di soggetti sfaticati che lavoravano tre o quattro mesi e per il resto dell’anno vivevano con la disoccupazione. Ora con il reddito di cittadinanza non fanno più neanche quei quattro mesi. Mancano camerieri, mancano i porta lettini in spiaggia, un lavoro che ti dava 5 o 6mila euro a stagione e arrivavi a 8mila l’anno con la disoccupazione. Ora questi soldi li prendi stando seduto in divano. Insomma, c’è gente che almeno qualcosa prima faceva, ora con il reddito non fa proprio più nulla".

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commenti 1
  • diduve

    27 Aprile 2022 - 00:12

    Fanno bene. A lavorare pensiamo noi 50enni. Assumeteci

    Rispondi

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