you reporter

L’INTERVISTA

"Autonomia del Veneto, questa è la volta buona"

L'assessore regionale Cristiano Corazzari: “L’importante è aprire una breccia. Poi ci saranno tante possibilità per il nostro territorio”

"Autonomia del Veneto, questa è la volta buona"

10/05/2022 - 20:48

La legge quadro per l’autonomia del Veneto può essere approvata entro l’estate.

Assessore Corazzari: è un annuncio che, da Roma, in questi anni, abbiamo sentito più volte. Stavolta dobbiamo crederci?

“Sicuramente stavolta ci sono le condizioni tali per cui se il governo prende un’iniziativa si può andare fino in fondo. C’è un’alleanza trasversale, e poi c’è stato anche un richiamo a favore dell’autonomia da parte del presidente Mattarella. Insomma: ci sono tutti gli ingredienti per una svolta epocale rispetto all’architettura istituzionale del Paese”.

Per il Veneto sarebbe una grande vittoria.

“Sì, perché non bisogna dimenticare che questo percorso, poi condiviso da molti, ha preso impulso con il referendum popolare promosso proprio nel Veneto. Ma non è più soltanto una nostra battaglia, bensì rappresenta una innovazione, un ammodernamento e un efficientamento per tutta la struttura dello Stato. Supportare questo percorso vuol dire rendere un grande servizio a tutta l’Italia”.

E’ la volta buona?

“Non è facile, lo sappiamo bene. Lo sanno anche i cittadini che in questi anni hanno visto le resistenze. Ma l’autonomia è prevista dalla carta costituzionale, e dal punto di vista ideale dovrebbe essere un approdo naturale. Invece incontra ancora il contrasto da parte di chi vuole conservare un sistema centralista”.

Chi è che fa resistenza?

“Esiste ancora un forte centralismo burocratico e clientelare, che da sempre tiene ingessata l’Italia. Pensare di superarlo in un batter d’occhi vuol dire essere quantomeno degli ingenui. Ma noi non demordiamo: ci abbiamo provato con il governo giallo-verde, abbiamo insistito in epoca rosso-verde e ora col governo trasversale contiamo di portare a casa il risultato”.

Meglio Draghi di Conte, insomma?

“Abbiamo fiducia nella bontà di questa riforma, che rappresenta un percorso storico che sono sicuro che prima o poi prenderà compimento. Si tratta di una volontà che viene dal popolo, e che ha vissuto negli anni le tappe della devolution, del federalismo fiscale, eccetera. In Veneto c’è una grande aspettativa su questo tema, condivisa anche dalla parte più produttiva del Paese, in ogni Regione”.

Torniamo alle resistenze: i Cinque stelle più volte si sono messi di traverso. Perché stavolta dovrebbero votare a favore?

“Perché molti di loro non hanno aspettativa di conferma nel prossimo parlamento. Sanno di andare a casa, quindi possono fare una cosa giusta senza pensare al proprio tornaconto. Insomma, non è detto che questa volta ci siano condizioni così negative”.

Tra un anno questa legislatura finirà. Per approvare la legge bisogna correre…

“I tempi tecnici ci sono eccome. Abbiamo l’obbligo di essere fiduciosi e propositivi e confido nel pieno senso di responsabilità che hanno la grande opportunità di lasciare il segno nella storia d’Italia. Darebbero un senso alla loro presenza in un’aula da cui non abbiamo sempre visto segnali pienamente positivi”.

Qual è il primo provvedimento da approvare in un Veneto finalmente autonomo?

“Facciamo un passo alla volta. Posso dire però che per i settori di mia competenza si aprirebbero possibilità interessanti: penso alle norme sulle Soprintendenze, sulla pianificazione territoriale, sulle attività culturali che potrebbero essere implementate sotto molti aspetti. Avremo la possibilità di migliorare i servizi resi ai cittadini e di essere più incisivi nell’azione sul territorio, riducendo i costi”.

Già: i costi. Il vero cavallo di battaglia di questa partita…

“L’autonomia è il modo migliore per gestire le risorse dei cittadini. Non si tratta di penalizzare nessuno ma di dare a chi ha ben amministrato la possibilità di assumere ancor più la responsabilità delle proprie scelte”.

Il Veneto ha sempre rivendicato l’autonomia piena su tutte le 21 materie stabilite dalla Costituzione.

“In questo momento l’importante è partire e aprire una breccia. E se non saranno tutte le materie che vorremmo, pazienza. Dobbiamo intanto affermare il principio, le materie possono poi essere implementate strada facendo”.

Oggi alla Camera sbarca la proposta di Fdi per la Repubblica presidenziale. Come si concilia con l’autonomia?

“Benissimo: pensi agli Stati Uniti. Sono la repubblica presidenziale per eccellenza, e hanno una fortissima base federale per l’amministrazione del territorio. E poi diciamocelo: tutto ciò che porta ad una maggior partecipazione popolare, in un momento di deficit democratico, va visto con favore. Poi, per discutere di una riforma istituzionale e dei necessari pesi e contrappesi ci sarà tempo. Magari ci penserà il prossimo parlamento, intanto facciamo l’autonomia”.

Assessore, una battuta: il prossimo parlamento si vota tra un anno. Ci fa un pensierino?

“Ho talmente tanto lavoro qua… E poi, per un leghista non c’è cosa più bella che amministrare la propria Regione”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:



GLI SPECIALI

Natale con i nostri TESORI
Polesine i nostri primi 70 anni

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl