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"Il reddito di cittadinanza rischia di rovinare i giovani"

L'analisi di Stefania Molteni, chef e titolare dell’omonimo locale

"Il reddito di cittadinanza rischia di rovinare i giovani"

Mancano cuochi, personale di sala, addetti al bar: è il grido di allarme che arriva da tanti operatori delle strutture ricettive e della ristorazione. Particolarmente significativa la testimonianza di Stefania Molteni, chef e titolare dell’omonimo locale nel cuore della città etrusca, con un secolo di attività alla spalle.

“Prima di tutto - esordisce - mi sento di spezzare una lancia a favore di tanti bravi giovani che si prestano con sacrificio e passione, che dimostrano la voglia di imparare. Questi sono il nostro futuro e in qualsiasi settore non avranno mai difficoltà a trovare lavoro”.

Voi avete riscontrato difficoltà nel reperire personale?

“Siamo una struttura a conduzione sostanzialmente familiare, non abbiamo grandi numeri dal punto di vista del personale, i nostri dipendenti sono con noi da lunghissimo tempo. Tuttavia devo rilevare che di recente ho avuto difficoltà per sostituire una ragazza in maternità nel ruolo di sala”.

Di quali difficoltà di tratta?

“Guardi, normalmente di presentano due categorie di giovani. La prima: ragazze o ragazzi i volenterosi, ma completamente o quasi a digiuno del mestiere. In questi giovani vedi la volontà di darsi da fare, ma non sempre c’è la possibilità di affiancare un’altra persona. Oltretutto se ho bisogno di una persona per alcuni mesi o per una stagione, questa deve essere in grado di operare da subito”.

L’altra categoria?

“Li definisco presuntosi. Sono giovani, maschi e femmine senza distinzione, che ancor prima di aver mostrato quello che sanno o non sanno fare, ti mettono dei paletti: quanto guadagno, quali orari, chiedono il sabato o la domenica liberi e altre cose del genere, in ogni caso in netto contrasto con le esigenze di queste attività. A volte, quando trovo qualche giovane di questo tipo, ma sufficientemente ragionevole, gli chiedo se quando ha scelto questo indirizzo di studi era a conoscenza di che cosa è realmente l’attività che andava a fare. A volte si ha la sensazione di aver davanti persone con buona volontà, ma completamente estranee alla realtà lavorativa che li attende”.

Spesso si dice che siano malpagati, addirittura sfruttati.

“Non facciamo passare la categoria degli albergatori, ristoratori e baristi come degli sfruttatori. Non è così. Sicuramente ci sarà qualche pecora nera, questo vale in ogni settore produttivo ed è giusto che venga contrastato. Però le posso assicurare che la stragrandissima maggioranza degli operatori è rispettosa e orgogliosa dei propri dipendenti. Nelle nostre realtà a dimensione familiare si crea un clima familiare dove non c’è più distinzione tra dipendente e datore di lavoro. Se un dipendente resta per anni, a volte per tutta la vita lavorativa, nello stesso posto, vuol dire che si trova bene, anche dal punto di vista della retribuzione”.

Si parla tanto di reddito di cittadinanza che scoraggia i percettori a cercarsi un lavoro. Ha avuto anche lei riscontri in tal senso?

“E’ indubbio che una persona o una famiglia in difficoltà va aiutata, però bisogna creare i meccanismi affinché il sostegno solidale non diventi un alibi per non lavorare. Purtroppo il reddito di cittadinanza ha preso una piega in tal senso. L’aspetto che giudico più grave è che in questo modo si disincentiva al sacrificio. Il sacrificio è la forza di volontà che ti porta a conseguire dei risultati, ad avere dei traguardi, a migliorarti sempre più. Se il lavoro è inteso solo come stipendio, allora uno arriva dire ‘ma chi me lo fa fare’. Da questo punto di vista il reddito di cittadinanza rischia di rovinare una generazione”.

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Commenti all'articolo

  • Max61

    19 Maggio 2022 - 12:00

    Avete rotto con questo reddito di cittadinanza la verità è che i ragazzi con la complicità della società che a loro è tutto permesso e dovuto non hanno voglia di fare nulla non sono abituati a fare sacrifici, la società del "poverini sono ragazzi si devono divertire" hanno portato che molti adolescenti e ragazzi, organizzino risse collettive e micro delinquenza, il reddito di cittadinanza non centra nulla.

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