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LA STORIA

"Sei zoppa, non ti assumiamo"

La sconcertante vicenda di una 39enne, sopravvissuta per miracolo a un tremendo incidente stradale

Abusata tra gli scaffali dal capo

La giovane donna non riesce a trovare lavoro

“Sei zoppa, non ti vogliamo!”, è così che si é sentita rispondere una 39enne polesana diventata disabile a causa di un incidente stradale che quattro anni fa quasi le costò la vita. “Questo é quello che mi sono sentita dire ad un colloquio di lavoro. Sono disperata, ho bisogno di lavorare per mantenermi. Ho tanta buona volontà ma non riesco a trovare qualcuno che mi aiuti”, racconta la giovane donna (per motivi di privacy, vista la delicatezza del caso, ha scelto di mantenere l'anonimato).

La 39enne polesana racconta la sua storia. “Quattro anni fa ho avuto un bruttissimo incidente andando a lavorare - spiega - sono viva per miracolo. Solo che l’incidente, e le operazioni successive, mi hanno lasciato la gamba destra distrutta. Dopo l’incidente mi sono ritrovata con tibia, perone e rotula rotti, fegato, milza e reni lesionati, oltre al polmone collassato e a fratture al cranio e facciali. Ero viva per miracolo, ma era solo l’inizio del mio calvario. Ho subito tre operazioni alla gamba, e poi una quarta più recente. E ora dovrò subirne altre due. Ma ho perso la sensibilità della gamba destra, zoppico e mi succede di crollare a terra senza rendermene conto”.

E continua: “Sebbene all’inizio mi fosse stata assegnata una invalidità civile del 50%, con l'accesso alle liste delle categorie protette e la legge 104, con l'ultima revisione me l’hanno abbassata al 47% - continua la ragazza - e così mi hanno tolto la possibilità di trovare lavoro con le categorie protette. Mi sono arrangiata e ho trovato un’occupazione. Lavoro per una agenzia antitaccheggio, quindi nel campo della sicurezza. Il problema è che mi tocca stare in piedi dalla 6 alle 12 ore al giorno. E io non ce la faccio. Alcuni giorni fa di punto in bianco mi sono ritrovata distesa per terra. Sono caduta. La gamba non mi reggeva più. E mi è già successo diverse volte”.

Anche per quanto riguarda la casa la 39enne continua ad avere difficoltà: “Vivo in una casa Ater - spiega - che si sviluppa su due livelli. Ho chiesto se ci fosse la possibilità di cambiare alloggio. Avrei solo bisogno di una casa al piano terra, anche se più lontana dal capoluogo va bene lo stesso. Ma mi hanno risposto che non ci sono alloggi disponibili. E io sono in grossissima difficoltà. In casa utilizzo i deambulatori per muovermi, e fare le scale è un incubo”.

Insomma, il destino l’ha messa davanti ad una durissima prova ed ora la 39enne lancia un appello disperato, perché da sola non ce la fa più: “Chiedo all'Ater, per piacere, di trovami un alloggio al piano terra e chiedo se qualcuno mi puó offrire un posto di lavoro. Posso fare qualunque cosa, ho davvero voglia di lavorare ma non posso svolgere mansioni che mi costringono in piedi per ore, la mia gamba non me lo permette più. Se qualcuno vede questo appello e ne ha la possibilità, mi aiuti”.

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