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Occhiobello

Lions Club, presente e futuro tra Adige e Po

Illustrato il progetto del Lions Club Santa Maria Maddalena Altopolesine presentato alla Mostra del cinema di Venezia

Lions Club, presente e futuro tra Adige e Po

La biblioteca comunale di Occhiobello, lo scorso venerdì sera, ha ospitato un incontro pubblico organizzato dal Lions Club Santa Maria Maddalena Alto Polesine e patrocinato dalla Regione, dalla Provincia, dai Comuni di Occhiobello e Ficarolo, dalla Camera di commercio e dal Consorzio di bonifica Adige Po. Durante la serata è stato trattato il tema “Polesine, terra tra Adige e Po: immaginare il futuro per programmare il presente”, ovvero un progetto del Lions Club presentato lo scorso settembre alla mostra del cinema di Venezia e che ha visto molte iniziative, tra cui il libro “Il Polesine nel Veneto. Un contributo per il suo rilancio”. La serata è stata un viaggio nel libro scritto da Giuliano Avanzi, Giovanni e Giulio Veronese.

Il presidente del Lions Club, Gian Paolo Dall’Ara, ha ricordato, inoltre, un concorso rivolto agli studenti degli Istituti di Occhiobello e Stienta, dal titolo “Il Polesine nel segno dell’acqua”, nato dal 70° anniversario dell’alluvione, lo scorso novembre e il cui obiettivo era quello di portare i ragazzi ad amare incondizionatamente il loro territorio, ovvero il Polesine.

Giuliano Avanzi ha iniziato il viaggio nel libro ricordando che il Polesine, oltre ad essere tra due fiumi, né è attraversato da un terzo, il Canalbianco, che è anche un’ottima via di trasporto che permette di arrivare fino al mare e, nell’altro senso, fino a Mantova. Avanzi ha sottolineato, inoltre, come dopo le alluvioni i polesani si siano dati da fare per rendere il territorio vivibile, con opere come le idrovore, che sono ancora in funzione, dopo tanto tempo. Avanzi ha, inoltre, ricordato la presenza di diverse eccellenze, sia in ambito artigianale che industriale.

E’ toccato, poi, a Giovanni Veronese, vice direttore del Consorzio di bonifica Adige Po, che ha illustrato come tutti i popoli, nella storia, siano passati dal Polesine, dagli etruschi in poi. Poi con il dominio estense, attorno al 1.500 nascono i Consorzi di bonifica che da allora continuano la loro opera di manutenzione e riordino, per mantenere in sicurezza il nostro territorio. Ha concluso la prima serie di interventi Gian Michele Gambato, vice presidente Camera di commercio Venezia Rovigo, che ha sottolineato la sicurezza dal punto di vista idrico del nostro territorio, punto importante. “Un altro punto importante - afferma Gambato - di forza per il Polesine è la natura e la tradizione alimentare. Per il suo rilancio sono importanti tre parole: servizi, cultura e turismo”.

L’assessore regionale Cristiano Corazzari ha concluso affermando che “la sicurezza del territorio è importante per la sua valorizzazione e il Polesine è frutto di scelte politiche e importanti investimenti fatti nel passato. Oggi il turismo sta cambiando, si rivolge molto verso la natura, la lentezza. Sono ottimista perché i polesani si sanno adattare al ci cambiamenti, dobbiamo avere più fiducia in noi stessi”. Sono intervenuti anche il presidente del Consorzio di bonifica Adige Po e i rappresenti di Coldiretti, Confagricoltura e Cia, che hanno ribadito l’importanza di gestire al meglio l’acqua, anche con nuovi metodi per l’irrigazione e l’importanza di riconoscere valore al lavoro degli agricoltori.

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