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ADRIA

A casa da scuola anche il 3 giugno

Per la cerimonia bis

A casa da scuola anche il 3 giugno

“Perché il 2 giugno si sta a casa da scuola e dal lavoro?” La domanda è stata posta dall’alunno che ha parlato per primo in piazza Cavour alla celebrazione bis voluta dall’amministrazione comunale per la festa della Repubblica.

Ma ieri era il 3 giugno. Tuttavia diverse scolaresche adriesi, dalla primaria al corso universitario di infermieristica non sono andate a scuola. Così come per la festa della Liberazione, anche questa volta viene lanciato a ragazzi e giovani un messaggio altamente diseducativo: la data ufficiale della festa, il 25 aprile come il 2 giugno, diventa giorno di vacanza per gli studenti, per celebrare la ricorrenza c’è tempo il giorno dopo, anche sacrificando un giorno di scuola. Purtroppo la scuola, troppo spesso, viene messa in coda, nonostante, come è stato ricordato ieri, l’insegnamento sia uno dei capisaldi della Costituzione: quel regalo che gli italiani si sono dati proprio il 2 giugno di 76 anni fa quando scelsero la Repubblica ed elessero la Costituente.

Significativa la rievocazione storica con il docente Mauro Colombo che ha interpretato Carlo Bellino Bocchi il “padre” della scuola pubblica adriese evidenziando che “ai miei tempi (nacque nel 1752 e morì nel 1838, ndr) studiare era un privilegio, oggi è un diritto di cui lo stato si prende carico”. Molto interessanti anche le riflessioni svolte dai ragazzi delle diverse scuole e tutti insieme hanno cantato l’Inno di Mameli accompagnati dagli allievi del Buzzolla Erika Zampieri al flauto traverso e da Antonio Belmonte alla chitarra.

Presenti le autorità cittadine con il sindaco Omar Barbierato e il presidente del consiglio comunale Francesco Bisco, forze dell’ordine e corpi dello Stato, insieme agli alpini. Particolarmente infelice la scelta di disporre in piazza Cavour le transenne per dividere le scolaresche, come fossero al mercato ortofrutticolo.

Sarebbe stato un bel colpo d’occhio vedere tutti gli studenti di diverse età seduti in piazza in cerchio, uniti da quel grande Tricolore posto sul terrazzo del teatro.

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