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CA’ EMO

“La sicurezza non va ricattata”

La scossa di don Lucio nel giorno del ricordo della strage di Ca' Emo: “Ci sono troppi precari nel sistema produttivo"

“La sicurezza non va ricattata”

“La sicurezza sul lavoro non può essere ricattata per il posto di lavoro”: ancora una volta parole durissime quelle di don Lucio Pollini alla celebrazione civile per commemorare le vittime della Coimpo. Cerimonia promossa dall’associazione Maestri del lavoro in occasione della Festa della Repubblica per ricordare la recente consegna della Stella al merito alla memoria a Nicolò, Marco, Giuseppe e Paolo in una solenne cerimonia al Palazzo del Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Così a Ca’ Emo nel piazzale dedicato alle vittime della tragedia del 22 settembre 2014 sono intervenuti il sindaco Omar Barbierato con la consigliera comunale e provinciale Sara Mazzucato, insieme alle diverse rappresentanze delle forze dell’ordine. La delegazione dei Maestri del lavoro era formata da Erminio Vallese console provinciale, i consoli emeriti Flavio Ambroglini e Paolo Pizzardo, oltre al vice console Pietro Munaro. Presenti Carlo e Bruno, rispettivamente padre di Nicolò Bellato e fratello di Paolo Valesella, anche se i due familiari sono stati lasciati ai margini della cerimonia. Sulla targa che ricorda le vittime è stato deposto un mazzo di fiori.

Vogliamo esprimere vicinanza ai familiari di queste vittime per portare loro un po’ di conforto sia pure per una ferita inconsolabile”, ha esordito Vallese. E ancora: “Tre morti al giorno è una situazione inaccettabile: siamo impegnati a diffondere, soprattutto nelle scuole, la sicurezza sul lavoro che si fonda prima di tutto sul rispetto della dignità del lavoro”. Così ha ricordato che l’associazione ha promosso un progetto di formazione per un centinaio di associati per essere a loro volta divulgatori nelle scuole, negli ambienti lavorativi e nelle associazioni.

Da parte sua, Ambroglini ha fatto notare che “qualcosa non funziona nel sistema produttivo se ogni minuto si registra un incidente sul lavoro. Serve l’impegno di tutti, ognuno in base alle proprie competenze e responsabilità, nessuno può tirarsi indietro. Ricordare le vittime - ha rimarcato – non deve diventare l’occasione per piangersi addosso e mettersi la coscienza in pace, deve essere il momento dell’assunzione di responsabilità perché fatti del genere non accadano più”.

E’ intervenuto allora il parroco don Lucio che in qualche modo ha dato una scossa a una cerimonia fino a quel momento molto ingessata nella formalità. “Bello e meritato il riconoscimento per i familiari delle vittime - ha subito esordito il sacerdote - ma sarebbe stato meglio non avere quel riconoscimento. E’ giusto e doveroso portare nella scuola la cultura della sicurezza sul lavoro, ma è altrettanto urgente e fondamentale far rispettare le norme della sicurezza nei luoghi di lavoro. Serve senza dubbio più consapevolezza tra i lavoratori, più responsabilità da parte degli imprenditori, più impegno delle istituzioni e degli enti competenti nel fare controlli per far rispettare le norme, prima condizione di prevenzione”.

Ed ha ricordato alcuni numeri di un rosario doloroso: secondo i dati Inail 1.221 sono stati i morti sul lavoro nel 2021 con un leggero calo rispetto all’anno precedente, ma i primi mesi del 2022 registrano un pauroso aumento; oltre mezzo milione di incidenti nell’anno scorso, quasi identico rispetto all’anno precedente, ma dal primo gennaio scorso il numero è spaventosamente in crescita.

A questo punto don Lucio ha lanciato il proprio grido di dolore: “La sicurezza sul lavoro non può essere merce di ricatto per il posto di lavoro; ci sono troppi precari nel sistema produttivo e chi è in tale condizione non ha voce in capitolo, è facilmente ricattabile. Questa situazione è diventata intollerabile: chi va al lavoro deve avere la certezza di tornare a casa e riabbracciare i propri cari”. Il sindaco ha concluso annunciando che a breve sarà organizzata un’altra cerimonia per ricordare le quattro vittime di Ca’ Emo.

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