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COLDIRETTI

Meno grano e inflazione: così il prezzo schizza alle stelle

La situazione analizzata dall'associazione degli agricoltori

Meno grano e inflazione: così il prezzo schizza alle stelle

 Al via la mietitura del grano in Veneto. Lo annuncia Coldiretti in merito alle prime trebbiature in campo cominciate in questi giorni e che durante la settimana in corso saranno diffuse su tutto il territorio. Complice il caldo e le alte temperature che hanno accelerato i tempi di maturazione delle spighe. La produzione di grano a livello regionale – precisa Coldiretti – si presenta con un calo del -10% per effetto della riduzione delle rese a causa dei cambiamenti climatici.

"Un po’ meglio – continua Coldiretti - rispetto alla media nazionale stimata con un -15%.  Complessivamente – continua la Coldiretti - il raccolto dovrebbe attestarsi attorno ai 6,5 miliardi di chili a livello nazionale su una superficie totale di 1,71 milioni di ettari coltivati fra grano duro per la pasta (1,21 milioni di ettari) e grano tenero per pane e biscotti (oltre mezzo milione di ettari)".

"La minor produzione pesa sulle aziende cerealicole che hanno dovuto affrontare rincari delle spese di produzione che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio con incrementi medi dei costi correnti del 68% secondo elaborazioni Coldiretti su dati del Crea dalle quali si evidenzia che in un caso su quattro i costi superano i ricavi con il grano duro per la pasta che è quotato in Italia 55 centesimi al chilo e quello tenero per il pane a 45 centesimi al chilo".

"L’impatto si fa sentire anche sui consumatori con i prezzi che dal grano al pane aumentano da 6 a 12 volte tenuto conto che per fare un chilo di pane occorre circa un chilo di grano, dal quale si ottengono 800 grammi di farina da impastare con l’acqua per ottenere un chilo di prodotto finito venduto da 2,7 euro al chilo a 5,4 euro al chilo, secondo la Coldiretti. La superficie coltivata a frumento tenero nel 2021, in Veneto, è salita a circa 95.300 ettari, con un balzo in avanti del 12 per cento (dati di Veneto Agricoltura). Rovigo si conferma la prima provincia per superficie con 25.100 ettari (+7,5 per cento), seguita da Padova (21.500 ettari, +19), Venezia (17.400 ettari, +11,8) e Verona (15.200 ettari, +9,2). Per quanto riguarda il frumento duro la superficie regionale è di 15.000 ettari, con un + 42 per cento nel 2021 dopo il calo registrato nell'anno precedente. Rovigo è in testa con il 65 per cento delle superfici coltivate a livello regionale, pari a circa 9.700 ettari (+46,7 per cento), seguita da Verona (2.100 ettari, +30,4) e Padova (1.700 ettari, +36,6)".

"Il conflitto in Ucraina - chiude la nota stampa di Coldiretti - e il controllo delle scorte alimentari russo rischia di sconvolgere gli equilibri geopolitici mondiali con Paesi come Egitto, Turchia, Bangladesh e Iran che acquistano più del 60% del proprio grano da Russia e Ucraina ma anche Libano, Tunisia Yemen, e Libia e Pakistan sono fortemente dipendenti dalle forniture dei due Paesi. L’Italia in questa situazione di crisi è diventata deficitaria in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci e il 62% del grano duro per la pasta".

 

 

 

 

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • Max61

    14 Giugno 2022 - 11:16

    Ogni scusa è buona per aumentare i prezzi, ieri vendevate poco causa il COVID, oggi perché c'è la guerra, domani cosa vi inventerete?

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