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L'ALLARME

La siccità uccide i campi, è stato di calamità

E nei prossimi giorni la situazione non appare destinata a migliorare

La siccità uccide i campi, è stato di calamità

La siccità mette in ginocchio l’agricoltura e nei prossimi giorni la situazione non migliorerà perché sono in arrivo altre giornate con fiammate di calore che faranno schizzare la colonnina di mercurio oltre i 35,36 gradi anche in Polesine. Il week end che scatta oggi, sarà quindi rovente, assetando ancor di più le campagne.

Le Regioni del nord intanto chiedono lo stato d’emergenza e lo stato di calamità.

“La situazione è difficile lungo tutta la Penisola in un 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate che ha portato a cambiare anche le scelte di coltivazione con - evidenzia Coldiretti - un calo stimato di diecimila ettari delle semine di riso. A preoccupare è la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo come il grano che fa segnare quest’anno un calo del 15% delle rese alla raccolta ma in difficoltà ci sono girasole, mais, e gli altri cereali ma anche quella dei foraggi per l’alimentazione degli animali e di ortaggi e frutta che hanno bisogno di acqua per crescere. Con il picco del caldo da bollino arancione in molte città e la carenza idrica, rischia di aumentare la dipendenza dall’estero da dove arriva il 64% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci, il 47% del mais per l’alimentazione delle stalle, il 44% del grano duro per la pasta e il 27% dell’orzo”.

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