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Moria delle vongole, è allarme

Il presidente Benetton: “Poco ossigeno, troppa salinità e la presenza di alghe: molluschi a rischio”

Moria delle vongole, è allarme

Il presidente Benetton: “Poco ossigeno, troppa salinità e la presenza di alghe: molluschi a rischio”

Una moria di vongole sta mettendo a dura prova la raccolta nelle lagune attorno a Porto Levante. L’allarme arriva direttamente da Stefano Benetton, presidente della Rete Po di Levante.

“La laguna è una sorta di ‘organismo’ molto fragile, sostenuta da un equilibrio di diversi fattori - premette Benetton - vi è il fiume più grande d’Italia collegato alle lagune e vi è il clima, che in modo diverso durante l’anno influenza principalmente la temperatura alla quale è legata la disponibilità di ossigeno e la differente irradiazione, che come conseguenza, porta a boom algali. In questo periodo vi è anche il problema della salinità: solitamente infatti soprattutto la laguna di Marinetta, è caratterizzata da valori che oscillano tra 10 e 20 per mille, attualmente tali valori variano tra 25 e 36 per mille”.

“Per la sopravvivenza della nostra attività di molluschicoltura, che ricordo interessa circa 350 operatori tra le lagune di Caleri, Marinetta e Vallona, tutto ciò ha importanza vitale - sottolinea Benetton - in questo periodo, purtroppo, si stanno verificando degli eventi di moria di vongole veraci, sia prodotto giovanile che adulto, in tutte le zone del Delta del Nord. Quello che stiamo notando, è la presenza di una grande quantità d’alga, sia Chaetomorpha che lattuga di mare (Ulva Lactuga) e, dai dati delle sonde dell’Arpav presenti, emerge una relativamente bassa concentrazione di ossigeno”.

“Tale situazione di anossia (insufficienza di ossigeno ndr) è probabilmente presente anche nelle limitrofe valli chiuse: infatti giornalmente notiamo la presenza di ‘acqua bianca’ ovvero acqua anossica, accompagnata da odore riconducibile alla degradazione della materia organica ivi presente” spiega il presidente di Rete Po di Levante.

“Siamo consapevoli del fatto che le valli debbano provvedere al ricambio d’acqua, ci auspichiamo però, che ciò avvenga nelle settimane in cui vi sia un elevato ricambio d’acqua delle lagune stesse, ovvero evitando i cosiddetti ‘morti d’acqua’ - conclude - tutto ciò assieme alla non adeguata manutenzione delle lagune, rischia di compromettere le produzioni di tutto il nostro settore e, probabilmente, la conseguente restituzione di decine e decine concessioni”.

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