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LA GRANDE SICCITA'

Poca acqua: si fermano le centrali elettriche

Impossibile raffreddare gli impianti di Sermide e di Ostiglia, scatta lo stop

La centrale elettrica di Sermide, nel Mantovano

Cominciano a fermarsi le centrali termoelettriche situate lungo il corso del Po, mai tanto ai minimi, come portata d'acqua, negli ultimi 70 anni. Si fermano perché la grande secca impedisce di garantire il raffreddamento degli impianti. Un episodio clamoroso, che testimonia l'eccezionalità e la gravità della situazione che stiamo vivendo. Due di questi impianti sono alle porte del Polesine, a Sermide - dove l'attività è del tutto bloccata - e Ostiglia - dove si procede con due gruppi si tre, entrambe nel Mantovano.

Per ora, infatti, le difficoltà maggiori vengono affrontate dalle Regioni a monte del Polesine, dove la secca del grande fiume si fa sentire con maggior vigore. Tra Piemonte e Lombardia sono già oltre un centinaio i Comuni nei quali è stato disposto il razionamento dell'acqua potabile. Alla luce delle previsioni, che escludono precipitazioni nell'immediato futuro, fatti salvi possibili episodi temporaleschi, altri ne seguiranno a breve.

E' probabile che si ci debba rassegnare ad affrontare una estate in queste condizioni, senza grandi miglioramenti. In questo senso, durante l’ultimo summit dell’Osservatorio sugli utilizzi idrici, riunitosi presso l’Autorità di Bacino del Po, i grandi laghi ed i titolari delle concessioni idroelettriche hanno dato la propria disponibilità a cedere acqua per soccorrere l’agricoltura. Meno acqua nei bacini idroelettrici, che già sono ridotti ai minimi termini, significa minore produzione di energia idroelettrica: proprio ora che c’è poco gas.

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