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il fenomeno

"Invasi dalle cimici: mai così tanti"

Il 30% in più di disinfestazione e richieste di insetticidi. E il 30% della frutta da buttare

"Invasi dalle cimici: mai così tanti"

Insieme al meteo e all’autunno che arriva, è l’argomento della stagione: le cimici sono tantissime e incontenibili. E hanno invaso non solo i campi e i frutteti, ma anche le nostre case. Si annidano dovunque, attaccate alle finestre, in cerca di tepore e se non si adottano tutte le precauzioni, entrano in casa. Una volta pestate, poi, impestano l’ambiente. C’è chi le odia, chi prova addirittura terrore. Insomma, non stanno simpatiche a nessuno e quest’anno sono decisamente troppe. Tanto che gli interventi di disinfestazione sono in aumento quest’anno di circa il 30%.

Lo calcola, a spanne, Maurizio del Centro Veneto disinfestazioni: “La presenza di cimici è un fatto comune e ci sono richieste da parte dei clienti che acquistano prodotti specifici e anche richieste di intervento durante tutto l’anno. Ma in questo periodo a causa degli sbalzi di temperatura, le richieste sono decisamente aumentate, le calcoliamo in un 30% in più degli anni precedenti”.

I fastidiosi insetti con i primi freddi cercano riparo per poter svernare. “Dobbiamo sperare nel freddo affinché si fermino - spiega ancora l’esperto in disinfestazioni - Per debellarle ci sono prodotti specifici ma si possono solo contenere, anche perché si muovono velocemente. Per proteggere le case è meglio utilizzare alcune accortezze come le zanzariere e le porte e finestre aperte”.

Con le mani ai capelli anche gli agricoltori. “Avevamo avuto gravi anni alla produzione della frutta qualche anno fa, era il 2020 - spiega il direttore di Coldiretti Silvio Parizzi - e siamo tornati a quel periodo con gravi danni alla frutticoltura perché dopo anni già difficili di produzioni scarse, ora l’invasione di cimici aumenta lo scarto”.

In pratica gli insetti si attaccano al frutto, lo stuzzicano e ne succhiano il succo. “Il tessuto rimane poroso - spiega Parizzi - e il prodotto non è più commestibile. Negli anni c’era sempre la presenza ma non così massiccia di cimici dovuta a una temperatura altalenante e alla capacità riproduttiva di questi insetti. Quest’anno la quantità è spropositata. Prima era rovinato un frutto su 50 ora 20 su 50. Un danno del 30% in più in alcuni casi”.

Gli agricoltori cercano di trovare soluzioni, ma non è semplice: “La precauzione principe è chiudere gli impianti dentro reti dopodiché rimane sempre un’incognita”.

Coldiretti ha fatto già segnalazione del problema all’ufficio fitosanitario e comunicato il danno per l’annata 2024. La Regione dal canto suo chiamerà in causa il Ministero dell’Agricoltura per eventuali ristori.

Tornando agli ambienti urbani, e per chiudere con l’aumento delle disinfestazioni, per chi si occupa di bonifiche come il Centro Veneto, un’altra richiesta impellente in questo periodo è la derattizzazione: con l’arrivo del freddo, anche i topi si spostano dalla campagna alla città e ce li ritroviamo a passeggiare per le strade.

“Il fenomeno migratorio - spiega ancora - è la normalità le campagne si spogliano e il clima si raffredda, quindi i topi vanno in cerca di ambienti più caldi, per spirito di sopravvivenza. Per chi si occupa di disinfestazioni, ovviamente, è lavoro, ma vediamo parecchia gente inorridita”.

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