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Caso Greta: “Porteremo prove”

La famiglia insiste per approfondire gli spostamenti e gli elementi ancora da chiarire

Caso Greta: “Porteremo prove”

Scomparsa di Greta Spreafico, il fratello Simone: “Porteremo nuove prove”. A quasi quattro anni dalla scomparsa della cantante rock di cui non si hanno notizie dal giugno 2022, il fratello Simone torna a prendere parola.

Intervenuto a Storie Italiane su Rai1, Simone ha ribadito l’opposizione della famiglia alla richiesta di archiviazione delle indagini, sottolineando le incongruenze nelle dichiarazioni dell’ex fidanzato della giovane, tra gli indagati. “È la seconda volta che viene chiesta l’archiviazione e la seconda volta che ci opponiamo portando anche prove abbastanza sostanziali: ci sono delle incongruenze nelle dichiarazioni dell’ex fidanzato che non tornano, anche rispetto agli spostamenti di Greta e non solo. Porteremo quindi altre evidenze al giudice, che poi deciderà”, ha dichiarato. L’udienza per discutere l’opposizione della famiglia alla richiesta di archiviazione è prevista per il 17 marzo.

Simone ha spiegato che, rispetto alle testimonianze dell’ex, non intende più controbattere: “Diceva che Greta stava bene, ma lui stesso a Sit dice che aveva ancora un danno cerebrale residuale dovuto all’intossicazione. Deve fare pace con la sua coscienza e dire la verità, non cambiare idea ogni due giorni”. Il fratello di Greta ha inoltre evidenziato le discrepanze sugli spostamenti di Lietti nel periodo immediatamente precedente e successivo alla scomparsa della ragazza.

“La Procura ha insistito che i vicini si fossero confusi con il lunedì”, ha detto Simone riferendosi a un avvistamento dell’ex a Porto Tolle confermato anche in diretta dal vicino, “ma è impossibile, perché il lunedì c’era Messa solo al pomeriggio. E anche per quanto riguarda la partita di basket: lui ha presentato una foto in cui non c’è, e anche l’attuale compagno della sua ex moglie, che inizialmente aveva confermato che l’uomo fosse con il figlio, poi ritratta e dice che forse era il giorno prima, ma di quel giorno non è sicuro. Quindi, in tutta questa fase di spostamenti dal venerdì al lunedì, l’unica cosa certa è che lui fosse lì il lunedì mattina; poi, in mezzo, c’è questo buco in cui lui dice delle cose ma i testimoni ne dicono esattamente altre. Per questo insistiamo che ci sono analisi da fare e da approfondire sugli spostamenti”.

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