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PENSIONE

Pensione più lontana: tre mesi in più dal 2029

Si stimano nuovi aumenti legati alla speranza di vita. Nel 2031 possibile un ulteriore slittamento

Pensione più lontana: tre mesi in più dal 2029

Dal 2029 andare in pensione potrebbe richiedere tre mesi in più rispetto ai requisiti attuali. A prevederlo è la Ragioneria generale dello Stato, che in un nuovo rapporto mette nero su bianco l’ipotesi di un ulteriore aumento dell’età di uscita dal lavoro, legato all’adeguamento automatico alla speranza di vita. Se le stime venissero confermate, i requisiti salirebbero a 67 anni e 6 mesi per la pensione di vecchiaia e a 43 anni e 4 mesi di contributi per la pensione anticipata. Nel 2031 si intravede inoltre un nuovo aumento di due mesi. Ora la palla passa alla politica.

I calcoli della Ragioneria dello Stato
La previsione è contenuta nella nota di aggiornamento del 26° Rapporto 2025 “Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e sociosanitario”, elaborato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e pubblicato il 20 gennaio 2026 sul sito del Mef. Come spiega Il Sole 24 Ore, i tecnici hanno aggiornato la tabella dei requisiti pensionistici dopo l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026.

Un decreto direttoriale del 19 dicembre 2025, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha disciplinato l’adeguamento dei requisiti a partire dal 1° gennaio 2027. Ma gli stessi dati demografici ora “chiamano” un nuovo incremento di tre mesi dal 2029, superando le stime precedenti della Ragioneria, che indicavano un aumento più contenuto.

Cosa è già previsto fino al 2028
La Manovra 2026 ha limitato l’aumento dei requisiti a:

  • un mese nel 2027;

  • tre mesi complessivi entro il 2028.

Gli incrementi riguardano sia l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia (pari a 67 anni nel 2026) sia il requisito contributivo per la pensione anticipata, che nel 2026 è fissato a 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini.

Secondo le nuove proiezioni, già nel 2029 era atteso un ulteriore aumento di un mese, ma le ultime analisi indicano ora tre mesi in più, con la prospettiva di un ulteriore ritocco nel 2031.

Perché queste stime contano
Le proiezioni della Ragioneria non hanno solo valore teorico. Servono infatti a:

  • orientare i servizi di consulenza previdenziale;

  • definire i piani di esodo aziendali;

  • stabilire i criteri di accesso a misure come l’Ape sociale.

Resta però un passaggio politico fondamentale: gli aumenti non sono automatici, ma dovranno essere confermati o modificati dal legislatore.

I numeri delle pensioni recenti
Nel 2024 le pensioni con nuova decorrenza sono state 901.152, con un importo medio mensile di 1.218 euro. Nel 2025 le pensioni liquidate sono scese a 831.285, con un importo medio leggermente più alto, 1.229 euro. Il dato include pensioni di vecchiaia, anticipate, di invalidità, ai superstiti e assegni sociali.

Dal confronto emerge un calo delle pensioni anticipate, che secondo l’Inps nel 2025 registrano una riduzione del 5%. Ancora più marcato il crollo di Opzione donna: 2.147 pensioni nel 2025 contro le 3.612 del 2024, pari a un -40,5%.

Uno scenario che rafforza il timore, sempre più diffuso, di una pensione più lontana nel tempo, con requisiti in continuo rialzo e margini di flessibilità sempre più ridotti.

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