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“Servono parcheggi ed eventi”

I negozianti rodigini e le linee per intervenire

“Servono parcheggi ed eventi”

Serrande abbassate, vetrine spente e un centro che negli ultimi anni ha cambiato volto. A segnalare il problema è stata l’Associazione della Proprietà Edilizia: negli ultimi cinque anni hanno chiuso oltre cento attività nel cuore della città.

Ilaria, titolare di Archè, parte da un tema pratico: “I parcheggi sono una delle cose fondamentali. Se è complicato fermarsi, le persone rinunciano a venire in centro”. Poi c’è il capitolo affitti: “Si vedono tanti locali chiusi con richieste troppo alte rispetto al momento che stiamo vivendo. La voglia di aprire di qualcuno c’è, però con dei costi esagerati non è possibile”. E aggiunge: “I negozi che resistono, probabilmente, hanno affitti che riescono a sostenere”.

Anche Martina, di Appunti di Viaggio, insiste sulla necessità di andare oltre l’ascolto: “È positivo che si siano accorti della situazione e che vogliano confrontarsi con noi”. Ma, sottolinea, “speriamo che oltre ad ascoltarci ci sia anche già un progetto pronto per far rivivere il centro”. Perché, osserva, “una volta che si porta gente in centro, di sicuro le attività ne hanno beneficio. Servirebbero incentivi per chi investe e magari qualche leva fiscale sui locali sfitti, per spingere i proprietari ad affittarli invece di lasciarli chiusi”.

Per Luca, di Broglia, il nodo è anche organizzativo: “L’amministrazione dovrebbe ascoltare un po’ di più i commercianti”. Tra i punti centrali indica “parcheggi, viabilità e una comunicazione sugli eventi che sia chiara e condivisa”. “Anche noi molte volte non sappiamo quando ci sono gli eventi. Se si riuscisse a fare squadra in quelle poche occasioni, sarebbe molto importante”.

Roberto, di Sartoria Meccanica, allarga lo sguardo: “I parcheggi sono un problema, la viabilità va sistemata e ci sono affitti troppo elevati”. Ma c’è anche altro: “È finita una generazione di commercianti. Molti hanno chiuso perché sono andati in pensione e per i giovani aprire è quasi impossibile. E’ un lavoro di sacrificio, si lavora il sabato, la domenica, tante ore”. E sul rapporto con il Comune precisa: “Non ci sentiamo soli, con il sindaco il dialogo c’è, ma le soluzioni non sono semplici”.

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