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L'Armenia rivive con Antonia Arslan <br/> Adria abbraccia la famosa scrittrice

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Antonia Arslan

25/03/2015 - 09:57

di Luigi Ingegneri

ADRIA - Dier Ezzor è l’Auschwitz per gli armeni: nella cittadina sul fiume Eufrate, si è scritta una delle pagine più nere della storia della umanità con il massacro di migliaia di persone il 24 aprile 1916 nel genocidio messo in atto dai turchi contro gli armeni.

Ma per il popolo armeno oltre alla tragedia, c’è anche l’umiliazione del negazionismo durato in maniera quasi tombale dal 1924 fino a una ventina di anni fa, anche se qualcuno tenta ancora oggi di occultare la verità. Inoltre nei mesi scorsi, i terroristi dell’Isis hanno distrutto il mausoleo che ricorda quei martiri.

Non c’è pace, dunque, per il popolo armeno e ieri pomeriggio la sala consiliare del Municipio ha vissuto uno dei momenti più toccanti con la presenza di Antonia Arslan, intellettuale e scrittrice. L’incontro è stato organizzato dalla Biblioteca nell’ambito del centenario della Grande guerra ed è a dir poco sconvolgente la ricostruzione storica che porta al Primo conflitto mondiale.

Un passaggio su tutti. “Quello sugli armeni - ha spiegato Arslan - è stato il primo genocidio messo in atto nella storia dell’umanità, seguito poco più di vent’anni dopo da quello degli ebrei e oggi viviamo quello in atto in Ruanda. Va detta una cosa - ha sottolineato la scrittrice - nell’esercito turco che si appresta ad entrare in guerra al fianco degli Imperi Centrali e avvia il genocidio, è forte la mano dei tedeschi perché tali sono gli istruttori, alcuni quadri e funzionari. Quello che avviene ai danni degli ebrei è la prosecuzione”.

Quasi commovente il momento in cui Arslan ha mostrato la bandiera armena: rosso per il sangue dei martiri, blu per il colore del cielo, arancione per l’albicocca frutto simbolo del Paese, che infatti viene chiamata anche “armellino”.

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