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Giorno della Liberazione <br/> tra ricordi e commozione

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26/04/2015 - 14:40

di Luigi Ingegneri

ADRIA - “Verso le 6 del 26 aprile 1945, le donne di Canareggio gridano ‘Sul campanile sventola bandiera bianca’. Fu una scintilla, tutta la città si sollevò e in pochi minuti e in ogni luogo sventolano drappi bianchi. Fu una provvidenza, perché alle 8 doveva aver luogo il bombardamento a tappeto”.

E’ il racconto dell'ultimo giorno di guerra o il primo di pace ad Adria, secondo quanto riportato nei diari delle suore Canossiane. Testimonianze lette ieri mattina nel parco della Casa delle associazioni da quattro ragazzi della media “Marin” presentati da Mara Bellettato: Anna Crepaldi Davide Girardello, Marilena Mandolfo e Lorenzo Zago e le loro parole sono state seguite con commozione e in religioso silenzio, mentre ogni tanto viene fatta risuonare la sirena del tempo che annunciava bombe in arrivo. Subito dopo Gianfranco Curberli, leggendo alcuni stralci del diario del generale Clark, ricorda la trambusta giornata del 27 fino a ad arrivare “verso sera quando assunsero il governo della città gli inglesi, i quali posero fine energicamente alle rappresaglie e obbligarono tutti a consegnare le armi: il signor Cesare Zen fu nominato sindaco”.

A quel punto scatta l'applauso di autorità, corpi dello stato, associazioni d'arma e i cittadini presenti alla cerimonia di inaugurazione della mostra “Polesine 1944/45: guerra e liberazione” curata da Silvia Nonnato sui materiali documentari messi a disposizione da Aldo Rondina. La mostra, con oltre 50 foto e alcuni video tra cui quello di Cavarzere rasa al suolo, rimarrà aperta fino al 15 maggio. A tagliare il nastro il sindaco Massimo Barbujani che ha voluto al suo fianco Arduino Nali, superstite del campo di concentramento di Mauthausen, e Antonio Mosca detto Ulisse, di Ca' Emo, reduce del Montenegro.

Il sindaco ha anche consegnato a Nali una medaglia d’oro a nome della città, il quale ha ringraziato commosso invitando “a non dimenticare le sofferenze che abbiamo patito”. La giornata si è conclusa con uno straordinario concerto del trio del conservatorio Nunzio Brigante e Anna Maria Tarozzo al clarinetto e Morgan Giribuola al fagotto.

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