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La preside Cassetta va in pensione <br/> "E' il momento giusto per lasciare"

Scuola

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26/08/2015 - 12:02

di Luigi Ingegneri

ADRIA - Una vita dedicata alla scuola: Laura Cassetta, 63 anni dei quali 40 nell’istruzione, si appresta al congedo e da martedì prossimo potrà godersi la meritata pensione.

Persona conosciutissima e stimata è entrata di ruolo nel 1976 come insegnante di matematica e scienze nelle scuole medie e per 27 anni si è divisa tra Loreo e Rosolina con una breve pausa ad Adria. Poi il passaggio a dirigente per altri 13 anni, da sei è alla guida impegnativa del comprensivo Adria1, più la reggenza di Porto Tolle, con un bacino di circa 1500 alunni con 200 insegnanti.
Ultimi giorni, allora, nell’ufficio principale del “Vittorino da Feltre” prima di salutare tutti. Al suo posto arriverà Cristina Gazzieri.

Come si sente nel momento del congedo?

“Posso dire che sento già un po’ di nostalgia, tuttavia sento che è arrivato il momento di lasciare perché la fatica psico-fisica è enorme, le responsabilità sempre più complesse, pertanto credo sia giusto così”.

Qual è stato il momento più bello di questa esperienza?

“Voglio dire con franchezza che mi sento fortunata e onorata di aver occupato il posto che è stato di Livio Crepaldi che per me resta un maestro, un esempio e un modello e per questo desidero ringraziarlo pubblicamente. Ricordo, anni fa, ad un corso al Lido degli Estensi, io ero a inizio carriera, lui alla fine, ad un certo punto disse: ‘Sento che questo impegno mi ha molto distratto dalla famiglia’. In quel momento credevo a una frase fatta, poi strada facendo ho provato e vissuto il significato di quelle parole. Ci sono momenti in cui non dormi alla notte quando non riesci a trovare la soluzione ad un problema”.

Qual è stato il risultato che giudica più importante?

“Senza dubbio aver ottenuto il tempo pieno qui ad Adria: nel nostro comprensivo ben 180 alunni sono interessati a questo servizio, grazie al supporto avuto dall’amministrazione comunale. Dal lunedì al venerdì le porte aprono alle 7.15 e chiudono alle 18, posso assicurare che è un impegno non indifferente. Tuttavia voglio evidenziare che tutto questo va avanti grazie all’impegno di tutta la scuola: desidero sottolineare e rimarcare con forza che la stragrande maggioranza degli insegnanti vive questo lavoro come una missione in cui crede”.

C’è qualcosa che avrebbe voluto fare ma non è stato possibile?

“Ci sono situazioni che prendi a cuore, a volte anche un po’ troppo, poi devi constatare che non riesci a dare quelle risposte che vorresti”.

Come è cambiata la scuola in questi quattro decenni?

“La scuola è cambiata perché è cambiata la famiglia che è a sua volta è il riflesso di una mutata società. Quello che trovo intollerabile è l’atteggiamento di certi genitori che arrivano con il dito puntato a priori e cercano di scaricare i loro problemi sulla scuola. Una delle maggiori criticità e nello stesso tempo una delle sfide più impegnative per la scuola del futuro è senza dubbio la condizione di certi ragazzi che si trovano sballottati di qua e di là e per costoro la scuola diventa l’unico punto di riferimento, unico luogo di certezze e regole. Per certe situazioni più complesse, abbiamo attivato lo sportello ascolto con esperti esterni dove il ragazzo può confidare i propri problemi con il consenso dei genitori, poi le informazioni vengono prese in considerazione dal consiglio di classe”.

Che cosa farà dall’1 settembre?

“Una rincorsa”.

Scusi, in che senso?

“Il mio nipotino stravede per il nonno perché finora è stato più disponibile, adesso voglio recuperare in fretta”.

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