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Gelo tra sindaco e vescovo <br/> per la traslazione di suor Elisa

La vicenda

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02/09/2015 - 11:30

di Luigi Ingegneri

ADRIA - La città adriese dichiara “guerra” al proprio vescovo: nè il sindaco, nè alcun altro rappresentante dell’amministrazione comunale, parteciperanno più a incontri con Lucio Soravito de Franceschi e diserteranno le cerimonie in sua presenza, così pure non ci sarà più il gonfalone della città.

A far precipitare la situazione è la vicenda legata alla traslazione della salma di madre Elisa Andreoli che si trova nella Casa madre dell’ordine delle Serve di Maria riparatrici in via Brollo ad Adria per essere portata al Centro Mariano di Rovigo.

La linea dura è stata decisa giovedì quando sul tavolo del sindaco è arrivata una lettera da Roma, a firma di monsignor Marcello Bartolucci, della congregazione delle cause dei santi che sta portando avanti anche il processo di beatificazione di suor Elisa.

E lì è messo nero su bianco un passaggio che chiama direttamente in causa Soravito. Una lettera che riga dopo riga, fino alla conclusiva 27esima, ha letteralmente mandato nello sconforto il sindaco Massimo Barbujani il quale fa sapere che non è per niente intenzionato ad arrivare ad un “sereno accordo”.

“Devo dire - dichiara il primo cittadino adriese - che sono deluso e mi sento tradito dal vescovo Soravito con il quale fino a ieri c’è stato un rapporto di massima stima e rispetto".

Così Barbujani risponde con la linea durissima: “Non incontreremo più il vescovo a nessun tipo di incontro e funzione e non presenzieremo dove lui sarà presente”.

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