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Prima uccide il figlio disabile <br/> poi decide di togliersi la vita

Il dramma

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05/11/2015 - 13:30

di Luigi Ingegneri

ADRIA - Il dramma di Suzzara, nel mantovano, ha sconvolto anche la città etrusca profondamente toccata nel dolore. Infatti Paolo Santachiara, 51 anni il prossimo 21 novembre, era uno della 5^D della ragioneria, diplomatisi nel 1984: a quel tempo la famiglia viveva ad Adria prima di trasferirsi nel mantovano.
Fin dalla nascita era affetto da una malattia che lo ha costretto per tutta la vita su una sedia a rotelle, prima di arrivare al dramma dell’altro giorno. Il papà Luigi, 88 anni, ha ucciso il figlio per poi impiccarsi affidando la sua disperazione a poche parole: “Scusate il gesto folle”, mentre la madre di Paolo è ricoverata in ospedale.

Un dramma nel dramma che ha sconvolto quegli ex ragazzi della 5^D che, al completo, l’anno scorso sono andati a trovarlo per festeggiare i 50 anni di Paolo e il 30esimo dal diploma. Una vicenda che non si può commentare e così Silvana, Chiara, Antonella, Gianluca, Giovanni e Stefano e tutti gli altri preferiscono ricordare i tanti momenti belli trascorsi con lui.
L’ultimo ricordo risale, appunto, ad un anno fa, quando hanno incontrato anche i genitori per un’indimenticabile giornata amarcord tra ricordi e scherzi. “Abbiamo rivisto una famiglia serena - dicono gli ex compagni - e siamo stati accolti con grande amicizia e simpatia”.

E allora il pensiero va ai cinque anni di scuola, quelli che lasciano un segno profondo e incancellabile nella vita di ciascuno. “Paolo era a tutti gli effetti uno come noi - lo ricordano con commozione - era sempre con noi in qualsiasi luogo, anche nelle gite. Una volta, per esempio, a Roma i ragazzi lo hanno portato quasi sempre in braccio per le difficoltà di muoversi in carrozzina, lui stava bene con noi e noi con lui”. Un’integrazione, come si dice oggi, pienamente e felicemente realizzata al punto che, lo scorso anno scolastico, è stato realizzato un collegamento telefonico affinché Paolo potesse raccontare la sua esperienza di quegli anni. “Le sue parole - sottolineano gli ex compagni - hanno particolarmente colpito i ragazzi che lo stavano ascoltando e sono rimasti particolarmente colpiti hanno sentito parole che provenivano dal cuore”.
Una bella storia dalla quale sono state strappate le pagine del finale.

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