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Cavanella Po, problema sicurezza <br/> nella frazione più piccina

Inchiesta frazioni

18/02/2016 - 08:00

La più piccola tra le frazioni del comune di Adria, Cavanella Po, è quella che contende a Ca' Emo il primato degli onori della cronaca, anche se entrambe ne farebbero volentieri a meno. La frazione registra con fatica 150 residenti ma quasi altrettanti, secondo le voci che circolano in paese, vi abitano abusivamente di qua e di là. Si tratta prevalentemente di immigrati dai paesi dell'Est, oltre a una numerosa presenza di cinesi. Questi ultimi, in verità, sono quelli che creano meno problemi: magari vivono in condizioni di semi schiavitù come hanno riscontrato diversi blitz delle forze dell'ordine, ma non creano problemi alla popolazione.

Problemi, e non pochi, arrivano dagli altri con i quali è difficile, se non impossibile, parlare di integrazione. La difficile convivenza è stata al centro di un recente convegno svoltosi in paese promosso dall'amministrazione comunale alla presenza del sindaco Massimo Barbujani con la partecipazione dei massimi rappresentanti delle forze dell'ordine che operano sul territorio: Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia di Stato e Polizia locale. Non si può dire che la popolazione sia tornata a casa più tranquilla, di sicuro si è sentina meno sola.

La vita sociale del paese ruota attorno a due punti fermi: la chiesetta intitolata alla Madonna della pace e l'ex scuola divenuta centro ricreativo. Grazie alla collaborazione con la comunità di Mazzorno Sinistro, si è deciso di celebrare la messa una domenica qua e l'altra di là così le due chiese vengono tenute aperte e in ordine. Le celebrazioni sono animate dal coro parrocchiale che così porta un soffio di vitalità su una presenza di fedeli in larga parte anziana. Molto attivo il volontariato grazie all'associazione "Mario Crepaldi" guidata da Silvano Mancini.

Le uniche due attività presenti sono due ristoranti, uno di fronte all'altro nella piazza Verdi, anche se quello sul versante est è di fatto in comune di Loreo. Oltre alla sicurezza ci sono altri due problemi molto sentiti: la carenza di illuminazione pubblica in alcune zone, in particolare nel ponte sul Canalbianco e le precarie condizioni della SP 80 la strada arginale lungo il Po che da Bottrighe porta a Porto Viro: necessita di un manto stradale degno di questo nome e maggiori controlli sulla velocità per le tante auto che sfrecciano come in un pista.

Correva l'anno 1972 quando a Cavanella Po chiudeva lo zuccherificio: per il paese è stata una mazzata dal punto di vista economico, lavorativo e sociale. Da allora non si è più ripreso. Il grande stabilimento agroalimentare dava occupazione a tantissima gente, molti anche dai paesi limitrofi, al punto che a Cavanella Po c'era la fermata del treno anche se non po' distante dal centro del paese.

Da allora tutti gli indici sono andati a picco: da quella data si è registrato uno spopolamento continuo, prima facendo registrare una vera e propria emigrazione, adesso si nota un po' meno anche perché il paese è quasi deserto e la popolazione arriva a malapena a 150 abitanti. La maggior parte si è "accasata" a Porto Viro quando ancora c'erano Contarina e Donada ma proprio in quegli anni iniziava quel boom economico che ormai ha fatto di questo comune il principale centro produttivo del Delta.

Qualcuno si è spostato ad Adria dove c'erano aziende in grado di assorbire manodopera senza particolari difficoltà, così pure il commercio offriva non poche opportunità. Qualche altro, invece, ha preso la strada che porta fuori dal Polesine e così oggi qualcuno torna a Cavanella Po per respirare l'aria dell'infanzia rispolverando tra i ricordi quella "Acqua azzurra, acqua chiara" di Lucio Battisti che si rispecchiava sulle acque tranquille del grande fiume. A distanza di 44 anni ancora non si è trovato il modo di dare nuova vita a quel che resta dell'ex zuccherificio e di tutta la struttura degli uffici che oggi si presentano al visitatore in totale abbandono e gridano vendetta perché sono un vero e proprio patrimonio architettonico. Il futuro si chiama turismo e il turismo ambientale è l'unica speranza per Cavanella Po.

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