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Massimo Bobo Barbujani fra passioni e futuro: così nasce la nuova giunta

L'intervista

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Il sindaco di Adria Massimo Barbujani

02/07/2016 - 11:32

Il sorriso tirato e un po’ triste degli ultimi mesi un po’ alla volta sta scomparendo. La campagna elettorale ha lasciato strascichi che non sarà facile dimenticare, ma il sindaco di Adria, forte del consenso ottenuto, adesso sa bene che avrà davanti cinque anni di tempo per dimostrare che i propri cittadini non si sono sbagliati a concedergli di nuovo una fiducia piena. L’ultima volta ci eravamo incontrati ad inizio campagna, quando gli attacchi alla sua persona erano più pesanti.



Bobo Barbujani, adesso un sorriso ce lo può regalare, no? E poi archiviamo le elezioni, e parliamo di futuro...


“Lo ammetto: sono e siamo contenti. Il risultato delle elezioni è la conferma di quanto di buono è stato fatto in questi anni. Ed è un risultato che certifica che Bobo è amato dalla gente. Poi, c’è un particolare di cui vado particolarmente fiero: in Consiglio arriveranno dei giovani che avranno la possibilità di crescere e di alimentare una nuova classe dirigente della città. Del resto, Simoni, Santarato e tanti altri sono nati e cresciuti con me. E la mia lista civica si dimostra sempre più un incubatore di crescita per persone serie e preparate. E di questo vado particolarmente fiero. Posso citare uno dei giovani?”



Ci mancherebbe...


“In consiglio debutterà un giovane che si chiama Barnaba Busatto. Sarà il terzo consigliere della lista civica. Era la prima volta che si candidava e ha fatto il pieno di preferenze. Tutti insieme avevamo deciso di puntare forte sul mondo dei giovani. Lui ha lavorato bene, e al debutto si porterà a casa la delega da consigliere per le politiche giovanili”.



Sindaco, questa è una sfida. Adesso però mi deve anticipare la giunta.


“Premetto: la giunta sarà ufficializzata all’inizio della prossima settimana perché ci sono ancora alcuni particolari da decidere. Ma il principio su cui intendo basarmi è chiaro: per gli assessori guardo alle cinque persone che hanno avuto il maggiore consenso popolare. Per me è questione di rispetto degli elettori”.



Fuori i nomi. Please...


“I cinque che hanno ottenuto il maggior numero di voti sono Federico Simoni di Forza Italia, Daniele Ceccarello di Fratelli d’Italia, Patrizia Osti della Bobo sindaco, Marco Santarato della Lista delle frazioni e Davide Fusaro della Lega. Da qui partiamo. Io prima di tutto devo interloquire con loro. Poi c’è il presidente del Consiglio comunale, ma è un’altra partita”.



Un paio di dubbi, se permette. Il primo è che ci sono quattro uomini e una sola donna. Il secondo è che la Lega potrebbe non essere d’accordo e puntare su D’Angelo. Sbaglio?


“No, ed è per questo che non ho ancora ufficializzato le nomine. Se ci saranno dinamiche diverse, i partiti me lo potranno comunicare, a patto però di accompagnare la loro indicazione con un documento che ottenga l’avvallo e la firma dei consiglieri che siederanno in Consiglio, Chiaro?”



Più chiaro di così... E la donna?


“Questa è la decisione attorno a cui lavorerò nel fine settimana”.



Tradotto: uno dei cinque potrebbe non riuscire a staccare il biglietto per la giunta. O no?


“I numeri questo dicono. Ma io sono estremamente tranquillo”.



E il vicesindaco?


“Per scelta mia personale, e per il mio modo di agire, io sono portato a rispettare le indicazioni degli elettori. E’ il mio modo, oltre ad impegnarmi al massimo nel governo della città, per ricambiare la loro fiducia”.



Tradotto: il vicesindaco sarà Federico Simoni. Ma passiamo oltre. Quale sarà il primo impegno di questa legislatura?


“Dovremo trovare le risorse per una doverosa manutenzione della città. Penso ad asfalti, marciapiedi e verde: in una parola dovremo intervenire sulla qualità urbana”.



E in prospettiva?


“Veniamo da cinque anni difficili, nel corso dei quali siamo riusciti a rimettere in movimento una macchina che avevamo trovato in panne. L’obiettivo adesso è lavorare per far diventare la nostra città fruibile anche dai turisti. E per ottenerlo servono, come detto, le manutenzioni. Ma poi bisognerà pensare alla promozione della città e delle sue bellezze, che ci sono e sono tante, e a coltivare la cultura dell’accoglienza, magari partendo da un lavoro con le nostre scuole (dall’Alberghiero al Conservatorio a tutte le Superiori). L’obiettivo è quello di accrescere la nostra visibilità non tanto a livello locale, che c’è già, ma a livello come minimo regionale. Non sarà facile, ma se vogliamo parlare di turismo da qui si deve partire”.



E il Parco?


“Noi ci crediamo, eccome. Con il riconoscimento Unesco abbiamo di fronte una grande opportunità, che però si deve tradurre in atti concreti. E sempre partendo dalla concertazione con i sindaci”.



Adria si candida al ruolo di capofila?


“E’ il suo ruolo storico e naturale. Ma non fatemi dire che chiederò la sede, perché non è vero. Io un anno fa ho comunicato al Parco la disponibilità di alcuni locali da adibire, se lo riterranno opportuno, ad uffici per la promozione turistica. E questo senza togliere nulla ad Ariano o a Porto Viro. Ad Adria oggi abbiamo anche spazi adeguati e di livello per ospitare eventi di un certo tipo. Punto”.



E’ vero che due giorni fa è andato sul lago d’Iseo, in scooter, per visitare la famosa passerella?


“Certo. Ma non tanto per vedere la passerella in sè, che non è poi questa grande invenzione. No, approfittando che ero a Verona per un evento di Coldiretti, sono andato perché voglio capire cosa scatta nella testa della gente di fronte a certi fenomeni. E’ quello che dobbiamo capire, perché è la chiave di volta per intercettare davvero i flussi turistici. Ma prima di tutto dobbiamo imparare ad accoglierli, i turisti. Lo dico senza paura: dobbiamo anche copiare da quelli più bravi di noi”.



Eventi in cantiere?


“Abbiamo in cartellone due Notti bianche, la seconda delle quali sarà dedicata alla cultura e nella quale vorrei coinvolgere al massimo le realtà cittadine. Poi c’è un altro evento che ho intesta. Ma di questo non parlo”.



Passato il malumore della campagna elettorale?


“La nostra è stata una campagna elettorale trasparente; portata avanti senza offendere nessuno; con il massimo rispetto dei nostri avversari. E dico avversari, non nemici. Penso che a molti elettori abbiano invece dato fastidio i toni tanto accesi dei nostri competitor. E mi fermo qui”.



Non ha paura che i partiti tornino a far sentire un po’ troppo la propria voce?


“Con un risultato così penso mi dovrebbero lasciar lavorare tranquillo. Comunque fra un anno faremo il primo bilancio”.



E Bobo, intanto?


“Io non voglio vivere di politica. Il mio sogno, appena ne avrò la possibilità, è di riaprire una mia attività. Perché quello è il mio lavoro. Amministrare, fare politica, è una passione. Ma non si può vivere di sola politica. E io so di potere fare, e bene, anche altro. Lo devo alla mia famiglia. Per loro non è stato facile . E anche per questo, dopo la vittoria, non c’è stata la felicità delle altre volte. Ho dovuto smaltire un po’ di... rabbia. Ma la città, ancora una volta, mi ha risposto e ora si attende da me e da tutti noi tanta disponibilità e impegno”.



Al volo prima di chiudere: se dico sanità...


“Rispondo con una frase del dottor Compostella: il cittadino non dovrà percepire nulla della fusione. Ovvero i servizi non solo dovranno restare, ma andranno rafforzati. Ho appreso con piacere che c’è un progetto da 3,5 milioni per rifare il Pronto soccorso di Adria. Un progetto che piace anche in Regione. E questo mi tranquillizza sul futuro del nostro ospedale. Però non vorrei che si arrivasse alla fusione consegnando la nostra Ulss senza le figure apicali richieste da tempo. Sarebbe una brutta partenza. Per questo ho scritto una lettera in Regione. E su questo tema sono pronto a coinvolgere direttamente i cittadini”.

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