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Rifiuti nocivi, Coimpo si difende: “Le analisi sono errate”

Adria

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il presidente di Coimpo Gianni Pagnin chiede al Riesame di Firenze di rivedere i domiciliari.
ADRIA - Ha risposto all’interrogatorio di garanzia spiegando le sue ragioni e ora la sua richiesta sarà oggetto del Riesame del giudice di Firenze. Gianni Pagnin, presidente di Coimpo, agli arresti domiciliari, prova a smontare l’accusa di traffico di rifiuti speciali messa in piedi dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze.




Agguerrita la difesa del presidente di Coimpo, rappresentata dall’avvocato di Rovigo Marco Petternella, il quale in 18 pagine ha motivato la richiesta di revisione della misura cautelare puntando sulle “pecche dell’inchiesta”.
Innanzitutto, la maxi indagine sullo sversamento di rifiuti tossici nelle campagne toscane, secondo Petternella, per quanto riguarda la società di Ca’ Emo, ha sostanzialmente sbagliato le analisi.




Inoltre, nella domanda di riesame la difesa di Pagnin sottolinea che i fanghi conferiti da Coimpo in Toscana dal 2013 al 2016, compreso, ossia fanghi trattati nello stabilimento di Coimpo e destinati allo spandimento in Toscana, ammontano complessivamente, per i quattro anni, a circa 4.500 tonnellate e non a 10mila tonnellate, come sottolineato nell’ordinanza cautelare.



L'articolo completo sulla Voce in edicola il 28 settembre

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