you reporter

Centro servizi di Adria, ecco il progetto della nuova struttura

Casa di riposo

CSA Mauro Badiale, Sandra Passadore e Manuela Belt

Csa: Mauro Badiale, Sandra Passadore e Manuela Beltrame

27/07/2017 - 08:45

Adesso è chiaro: c’è un solo progetto per il futuro della Casa di riposo di Adria: la nuova struttura dovrebbe sorgere nell’area verde ex Case rosse, in via Chieppara.



Il progetto è stato anticipato martedì 25 luglio sera dalla presidente del Csa Sandra Passadore e dal direttore Mauro Badiale al personale della struttura, affiancati dai componenti del cda Manuela Beltrame e Sandro Bisco. Presenti una decina di dipendenti, quasi tutti amministrativi, mentre fuori almeno il doppio di dipendenti addetti ai servizi sociali che hanno organizzato un sit-in di protesta, non tanto verso la nuova struttura, ma per portare avanti la vertenza contro cda e direzione che si trascina da sei mesi. Presenti all’incontro anche il vicesindaco Federico Simoni, la capogruppo di Forza Italia Mara Bellettato e i due consiglieri comunali Barnaba Busatto ed Enrico Pivaro.



La nuova struttura, dunque, secondo gli obiettivi dei vertici del Csa dovrà arrivare ad avere in via Chieppara 151 posti per anziani non autosufficienti, 8 posti in centro diurno per non autosufficienti; in riviera Sant’Andrea 20 posti per autosufficienti e 22 appartamenti over 65. “Il tutto - sottolinea Badiale - a seguito della riqualificazione dell’area Csa attuale creando un contesto protetto a misura di anziano e con la riqualificazione dell’area verde in via Chieppara”. Complessivamente la spesa prevista è di 14 milioni e 50mila euro così articolata: 5 milioni dal fondo di rotazione della Regione, 1 milione e mezzo dalla Regione per interventi di messa in sicurezza, 1 milione e mezzo dalla fondazione Cariparo, circa 5 milioni e mezzo di accessione a un mutuo e 2 milioni dall’Ater di Rovigo a seguito della permuta tra l’area verde e parte dell’immobile attuale.



Non c’è tempo da perdere - ammonisce Passadore - entro fine settembre bisogna dare una risposta alla Regione per non perdere il fondo di rotazione: chi non accetta questa soluzione, deve proporre un’alternativa valida”. Ma per dare quella risposta è necessaria una variante urbanistica sull’area di via Chieppara attualmente classificata come B4 edilizia popolare per passare a F servizi di interesse pubblico. E superare lo scoglio del Consiglio comunale non sarà facile perché su tale questione si è formata, al momento, una maggioranza trasversale decisamente contraria a questa soluzione.



Il servizio in edicola nella Voce di giovedì 27 luglio

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl