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Caso Coimpo: patteggiamenti sempre più vicini

Sei le persone indagate per presunta attività illecita di spandimento fanghi da depurazione

Caso Coimpo: patteggiamenti sempre più vicini

Sembra esserci l’accordo sui patteggiamenti tra pubblico ministero e difesa avanzati dalle sei persone indagate per la presunta attività di spandimento fanghi da depurazione che Coimpo e Agribiofert, ditte di Ca’ Emo, avrebbero fatto su terreni agricoli, senza i dovuti trattamenti previsti dalla legge.

L’udienza si è svolta questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari di Venezia che, nonostante non si sia ancora pronunciato sulla richiesta di patteggiamento, ha rinviato tutto al 30 maggio chiedendo l’acquisizione del casellario giudiziario aggiornato per alcuni imputati. Udienza alla quale sono state esclusi tutti gli enti, comitati e associazioni ambientaliste, che si erano presentati come parte offesa.

Anche la Procura della Direzione distrettuale antimafia, che aveva coordinato le indagini dei carabinieri forestali, aveva già espresso parere favorevole al patteggiamento.

Una delicatissima indagine partita dalle quattro morti sul lavoro della Coimpo , nel settembre 2014: indagine nella quale fu disposto il sequestro preventivo dello stabilimento Coimpo, e di 280 ettari di terreni agricoli nei comuni di Adria e Pettorazza Grimani. Aree che, stando alle accuse, sarebbero stati utilizzati per lo smaltimento di enormi quantità di fanghi che solo sulla carta avevano subito il processo di trattamento, per il loro corretto recupero.

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