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La città s’inchina a Luigina Barbujani

Antonio Giolo: “Esempio vivente autentico e sincero di dedizione alle persone più bisognose”

La città etrusca si inchina a Luigina Barbujani nel giorno del suo centesimo compleanno.

Tutta la comunità si è unita a lei in questa gaudiosa ricorrenza più per un atto doveroso di riconoscenza che per una festa fine a stessa.

Tanti applausi, ma soprattutto emozioni e commozione, al concerto in suo onore al Ferrini aperto dai saluti dell’arciprete della Cattedrale mons. Antonio Donà e del parroco della Tomba padre Ave Maria. Quindi una serie di brani musicali interpretati da Giacomo Marchiori al pianoforte e Luciano Chillemi alla chitarra fino ai suggestivi "Notturni" di Chopin una delle opere più amate da Luigina.

E’ seguita una serie di testimonianze di persone che sono state suoi allievi, altre compagni di strada nella scuola, nelle attività sociali e nel volontariato, sempre attenta all'educazione della gioventù e alle famiglie bisognose.

Tra le testimonianze più toccanti, alcune interrotte dalla commozione, quelle di Maria Teresa Mancini, l’ex sindaco Franco Grotto, Francesco Spinello, Amedea Portieri e Maria Gregianin Binato, fino all'emozionante abbraccio della nipote Martina per l’omaggio floreale.

Luigina Barbujani è nata a Venaria Reale, dove suo padre, Gaetano Barbujani, era arruolato nella Cavalleria durante la Prima guerra mondiale, il 1^ giugno 1918. Dopo gli studi alle suore Canossiane e il diploma magistrale a Treviso, si è laureata all'Università Cattolica di Milano in filosofia e pedagogia nel 1946/47 con una tesi su “Adria nel Risorgimento italiano”, in cui descrive con partecipazione civile, quasi patriottica, le vicende dei vari Pegolini, Lupati, Turri, Businaro e Marani.

Ha insegnato a lungo nell'istituto magistrale comunale adriese filosofia e pedagogia, ma è stata anche docente di lettere e francese nell'avviamento e nell'istituto professionale, distinguendosi per la sua capacità di attenzione agli allievi e per innovazioni didattiche, come l’utilizzo della musica.

“In una società che ha tante risorse, spesso sprecate o mal distribuite - sottolinea Antonio Giolo - col suo impegno assiduo, anche in questi ultimi anni, ha dimostrato come solidarietà e condivisione evangelica possano aiutare tante persone a uscire da solitudine ed emarginazione causate da condizioni di povertà e abbandono. Anni vissuti con dedizione quotidiana a tante attività che hanno caratterizzato la sua vita, esempio vivente autentico e sincero di dedizione agli altri” sostiene sempre Antonio Giolo.

In suo onore è stata celebrata nella "sua" basilica la messa presieduta da monsignor Livio Melina con Ave Maria, Francesco Dal Passo, Alessandro Zanchetta e Gianfranco Pistore, questi ultimi già parroci cappuccini.

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