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Adria verso le elezioni

Cavallari-Zaia, ecco il primo duello

Il figlio dell’ex sindaco gioca d’attacco e candida la città a capitale del Parco. Sfida il governatore: “Osanni l’ospedale davanti alla gente non soltanto in pausa pranzo”.

La bonifica del sito Coimpo non dovrà ricadere sugli adriesi ma su chi ha sbagliato; l’immigrazione è un problema prima di tutto umanitario non è sentita come un’emergenza da parte della comunità; la Casa di riposo deve ritrovare serenità perché ha ancora un ruolo importante da svolgere; sull’ospedale chiedo uno scatto d’orgoglio da parte dei cittadini e non sarà Zaia a fermarci; dulcis in fundo, Adria deve diventare la capitale del parco interregionale del Delta del Po. Lamberto Cavallari si presenta così davanti ai cittadini all’intervista pubblica “A tu per tu con il candidato all’ora dello spritz” questa sera, mercoledì 6 giugno, al bar/osteria La Lira nell’intervista pubblica coordinata da Pier Francesco Bellini direttore de “La Voce di Rovigo”.

Il candidato sindaco sostenuto dalle liste civiche CavallariSindaco 2.0, Bobosindaco, Lista frazioni e Ora cambia, insieme al Partito democratico, si è sottoposto alle domande particolarmente insidiose, qualche volta provocatorie, senza mai alzare la voce, né lanciando slogan, ma offrendo un’immagine di concretezza e interpretando al meglio lo spirito degli adriesi.

Sull’immigrazione ha preso debitamente le distanze sia dal buonismo sia dall’intolleranza. “C’è un’immigrazione regolare che va gestita – ha affermato – anche per sostenere la produttività nelle piccole aziende. Per il resto il problema profughi viene gonfiato strumentalmente in certi momenti anche a scopo elettorale. E’ chiaro tuttavia che Borgo Fiorito, anche per esigenze umanitarie, deve essere ridimensionato. In ogni caso il problema non è sentito come un’emergenza”.

Un’altra questione fortemente strumentalizzata è quella legata alla Coimpo e qui Cavallari ha detto chiaro e tondo che “chi ha sbagliato dovrà pagare, non saranno i cittadini adriesi a sobbarcarsi i costi di una bonifica milionaria quando qualcun altro non ha fatto il proprio dovere. In ogni aspettiamo quello che deciderà la magistratura per stabilire le responsabilità”.

Pacato ma deciso anche sul tema sanità. “La situazione dell’ospedale è sotto gli occhi di tutti nonostante quello che viene a dire Zaia – attacca – Tuttavia da un lato va riconosciuto che sono in atto processi di evoluzione generale, dall’altro difenderemo con i nostri denti il nostro ospedale i servizi essenziali e di qualità”.

E arriva anche una frecciatina all’indirizzo del governatore. “La prossima volta che vuole osannare il nostro ospedale venga ad Adria verso alle 19 tra la gente, non alle 13,30 attorniato dai suoi militanti”. Ma non fine finisce qui: “Se Zaia è stanco di venire ad Adria ogni due anni per le elezioni, allora è proprio il caso di non votare quanti hanno fatto cadere Bobo”. 

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