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Brunetta lancia Emanuela Beltrame

Perplessità sul "flirt" a Roma tra Lega Nord e cinque Stelle

Brunetta lancia Emanuela Beltrame

08/06/2018 - 18:30

"Torna a casa Matteo” è l’accorato appello lanciato da Renato Brunetta esponente nazionale di primo piano di Forza Italia rivolto al leader del Carroccio.

L’ex capogruppo azzurro alla Camera è intervenuto venerdì 8 giugno in galleria Braghin per sostenere la corsa a sindaco di Emanuela Beltrame con l’appoggio di Lega e Forza Italia.

All’incontro hanno partecipato anche la senatrice Roberta Toffanin e l’onorevole Piergiorgio Cortelazzo, il presidente del consiglio comunale di Rovigo Paolo Avezzù, oltre a gran parte dei candidati.

Brunetta si è soffermato sull’evoluzione del quadro politico nazionale per esaltare l’importanza di questa consultazione amministrativa. “A Roma - dice - si è consumato un flirt tra leghisti e grillini che potrebbe diventare fidanzamento e sfociare in matrimonio. Il fatto che i mercati internazionali e finanziari siano in fibrillazione è la conferma che guardano con preoccupazione al futuro del nostro Paese”.

Ed ecco la stoccata più pungente all’indirizzo dell’attuale vicepremier. “Se Lega e Cinquestelle arriveranno al matrimonio sarà la fine di quel centrodestra creato da Silvio Berlusconi 24 anni fa di cui è stato e resta il leader perché mai ha egemonizzato la coalizione anche quando il rapporto tra noi e leghisti era del 30% contro il 4%. Un valore del centrodestra è sempre stato il rispetto reciproco e la pari dignità, cosa che Lega attuale sta calpestando”.

E si arriva alle Comunali. “Il centrodestra unito sta vincendo a man bassa sul territorio, abbiamo conquistato il Friuli, ci siamo  confermati in Lombardia, un sindaco nostro all’Aquila, solo per restare ai risultati più recenti, senza dimenticare che in casa nostra, siamo al governo da 25 anni”. E si domanda provocatoriamente: “Ve lo immaginate un Veneto governato da leghisti e grillini?”.

Allora secondo Brunetta “il voto di domenica rappresenta uno spartiacque per ribadire che il centrodestra unito vince, se va diviso farà vincere la sinistra e il populismo di diverse sfumature: spetta ai cittadini dire ‘torna a casa Matteo’ nel vero centrodestra”.

Quindi ha osservato come un presentimento allarmante che “qui ad Adria abbiamo saputo farci del male”, certamente inconsapevole che la città etrusca spesso sa anticipare il quadro politico nazionale.

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