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“Posso dirlo: mi sento miracolato”

Alla guida del robot Alberto Brolese: niente febbre e tempi record di ripresa, già tornato al lavoro

“Posso dirlo: mi sento miracolato”

Posso dirlo: mi sento miracolato”. Parla il 65enne che il 13 agosto scorso ha subito un delicatissimo intervento al fegato con l’asportazione di una massa organica della grandezza di un limone. L’intervento è avvenuto nell’ospedale Apss di Trento con strumentazioni all’avanguardia, in particolare il robot “Da Vinci”, la più moderna e sofisticata tecnologia sino ad oggi esistente al mondo. Il capoluogo trentino è unico in Triveneto e tra gli otto centri a livello nazionale. A capo della struttura, ovvero direttore del reparto di chirurgia generale e chirurgia epatica, biliare e pancreatica è Alberto Brolese, 56enne, adriese adottivo.

Sento il dovere di ringraziare il dottor Brolese, il suo staff medico e tutta l’équipe infermieristica” dichiara il 65enne. “E’ stato qualcosa di straordinario, ancora fatico a rendermi conto: domani, (oggi, giovedì 6 febbraio, ndr) dopo quasi un mese, avrò la prima visita di controllo”. E ricorda quei giorni di metà agosto. “Non conoscevo questo chirurgo, eppure ha interrotto le ferie per fare l’intervento; mi è stato consigliato da alcuni amici, dopo che alcune analisi svolte in luglio avevano diagnosticato qualcosa di poco bello. Per alcuni giorni è stata una corsa infernale per fare analisi, raggi, tac e tutto quello che è stato prescritto, ho mandato tutto via mail, poi mi è stato detto di presentarmi lunedì 13. E mi sono presentato: poco prima delle 14 sono entrato in sala operatoria, per uscire circa sette ore dopo. Intervento lungo e delicato, i medici erano stravolti (conferma la moglie, ndr). Nessuna ferita da rimarginare, né punti da togliere: solo tre ‘foretti’ nell’addome che si stanno rimarginando velocemente. Nessuna linea di febbre nel post operatorio, due giorni dopo ero già in piedi, al terzo giorno già camminavo da solo. E subito ho cominciato ad andare su è giù per i sette piani di scale dell’ospedale: dimesso a fine settimana”.

Adesso ha già ripreso regolarmente il suo lavoro che lo vede percorrere una media di 300 chilometri al giorno. A questo punto non resta che aggiungere: “Non finirò mai di ringraziare questo dottore e tutto il reparto: siete veramente grandi”.

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