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Il caso

Cavallari: “Parco, Barbierato svegliati”

Replica indispettita del sindaco che annuncia un tavolo tecnico sul turismo il 22 novembre

Cavallari: “Parco, Barbierato svegliati”

Mentre il Delta sta preparando le barricate per fermare il parco nazionale che il ministro dell’ambiente Sergio Costa, M5s, vorrebbe imporre da Roma; mentre il sindaco di Comacchio Marco Fabbri si dimette da presidente del Parco ferrarese in polemica con il ministro perché già stava predisponendo la propria città a capitale del parco interregionale, la città etrusca sta a guardare. Anzi, non trova di meglio che allestire l’ennesimo tavolo tecnico sul turismo che “verrà convocato il 22 novembre – fa sapere il sindaco Omar Barbierato - con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder che stiamo invitando in questi giorni, tavolo a cui il Parco del Delta sarà presente”. Allora non resta da augurarsi che almeno questo tavolo abbia un senso, vista l’insignificanza di quelli visti finora, al punto che Sandra Passadore ha definito quello sulla Casa di riposo “un tavolino da bar”.

Ma a dare una grande scossa a Palazzo Tassoni interviene Lamberto Cavallari con parole forti destinate a risuonare per lungo tempo. “Quando in campagna elettorale – esordisce - dicevo che dovevamo candidarci fin da subito ad essere la sede del nuovo Parco interregionale del Delta del Po, prima che prendesse troppo piede la candidatura di Comacchio, sono stato sminuito da parte dell’attuale maggioranza perché il parco era distante da esistere e nulla è stato fatto. Era una cosa talmente distante – osserva con sarcasmo - che venerdì scorso, a distanza di soli 4 mesi dalle mie raccomandazioni, il sindaco di Comacchio, in aperta polemica con il ministro dell’ambiente Costa, si è dimesso da presidente del parco ferrarese sostenendo che la nuova idea del ministro (il parco nazionale, ndr) non può essere calata dall’alto e potrebbe bloccare il lancio del parco interregionale, la nuova ‘Camargue d’Italia’, che nel ferrarese prevedevano di lanciare entro il prossimo anno”. Ovviamente con Comacchio capitale.

A questo punto Cavallari lancia un vero e proprio grido d’allarme. “Dispiace che questa amministrazione non riesca a pensare in grande e a vedere il futuro, non riesca a trovare alleanze e non venga considerata come leader di un territorio. Il silenzio sul parco di questa amministrazione in questi mesi è stato assordante, ed è impietoso il confronto con il movimentismo del sindaco di Comacchio. Ma adesso è suonato un gong, rumorosissimo, per cui è tempo che ci si svegli. E’ evidente che siamo in ritardo, ma adesso non si perda ulteriore tempo. Questo è un treno che non possiamo assolutamente perdere: il prossimo treno non è dato sapere se e quando passerà. Certo un eventuale parco nazionale non può e non deve essere calato dall’alto, per cui è giusto confrontarsi con il territorio. Ma ripeto: Adria ha storia, cultura e autorevolezza per essere la sede del Parco del Delta del Po, sia nella versione interregionale che nazionale. Il sindaco – incalza Cavallari - abbia il coraggio di dirlo e di chiederlo con forza perché, se non riusciremo a ottenerla, è chiaro che ognuno per la sua parte sarà responsabile davanti alle future generazioni di aver consegnato Adria all’oblio”.

Ma la prima reazione dei civici è più indispettita che collaborativa, ancora una volta condita di arrogante autosufficienza. “Abbiamo avviato azioni parallele – replica Barbierato - iniziando contatti con Eriberto Eulisse, direttore del Centro internazionale civiltà dell'acqua, per fare in modo che alcuni musei adriesi e la città stessa possano entrare nella rete globale dei musei dell’acqua, promossa all’Unesco. Pertanto se il consigliere Cavallari desidera lavorare con noi a questi progetti, mettendo a disposizione le sue competenze e idee, è il benvenuto, noi siamo già partiti”. Come dire: andiamo avanti per la nostra strada, chi vuole ci segua.

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