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Ecoambiente

Rifiuti, il riciclo affascina i bambini

Educazione ambientale per le classi 4^A e B “Frank” di Adria e 3^ “Rodari” di Pettorazza

04/12/2018 - 19:05

La brutta fine della paperella finita a testa in giù nell’acqua a causa dell’inquinamento provocato dalla plastica abbandonata in una discarica non regolare ha particolarmente colpito gli alunni delle classi quarta A e B del plesso “Anna Frank” dell’istituto comprensivo AdriaDue. E’ stato questo uno dei momenti più coinvolgenti della lezione di educazione ambientale promossa da Ecoambiente in un tour che sta coinvolgendo gran parte delle scuole primarie del Polesine. Infatti la maestra “speciale” Elisa prima di approdare in via Ragazzi del ’99 ha incontrato gli alunni di terza alla primaria “Rodari” di Pettorazza, sempre dell’AdriaDue, accompagnati dalla maestra Oriana Rubini.

Alla “Frank” si sono alternati gli alunni della sezione A con le maestre Sonia dal Re e Beatrice Girardi e quelli di B con l’insegnante Antonella Van de Castel referente del progetto, mentre le maestre di scienze sono rispettivamente Letizia Ferro e Manuela Melato. La lezione ambientale è iniziata con lo studio del ciclo di vita dei materiali ed Elisa, attraverso le immagini di un power point sulla lavagna Lim, ha mostrato il percorso di alcuni materiali, richiamando l’attenzione su passaggi banali ma significativi. Il tutto per evidenziare che nulla è a costo zero per quanto riguarda l’inquinamento, ogni prodotto, ogni azione crea una “ferita” nella natura, pertanto “i nostri comportamenti devono essere tali da provocare meno danni possibile all’ambiente”. Così ha mostrato i tre percorsi che può fare una bottiglia di plastica: due dannosi, uno virtuoso.

Primo, può finire in una discarica non regolare dove i rifiuti sono a diretto contatto con il terreno e così le parti inquinanti finiscono nella falda acquifera, quindi nei fiumi, canali laghi e mari, mettendo seriamente a rischio flora e fauna, oltre alla salute delle persone. Secondo, la bottiglia di plastica può finire in canale, come tante si vedono lungo argini e golene di Po Adige, Canalbianco e Collettore Padano: la bottiglia si decompone in tempi biblici, nel frattempo può rompersi, in pezzi più o meno grandi che poi vengono inghiottiti dagli animali che vivono in acqua e muoiono. E più di qualche bambino ha ricordato quanto ascoltato e visto nei telegiornali di qualche giorno fa che hanno mostrato le tristissime immagini di una balena dei mari della Norvegia morta con lo stomaco “ingolfato” di plastica. In ogni caso, le bottiglie abbandonate finiscono lungo le rive o creano isolotti altamente inquinanti. Il terzo percorso è quello corretto che meno “disturba” la natura: basta depositare la bottiglia nel contenitore della plastica per la raccolta differenziata.

Così gli operatori, ad Adria e in tutto il Polesine sono quelli di Ecoambiente, passano a raccogliere i sacchi che contengono solo contenitori di plastica, vengono inviati in laboratori specializzati per il riciclo e vengono utilizzati per la produzione di altri prodotti di largo consumo. Stesso discorso vale per altri beni, a cominciare dalla carta che può essere avviata al percorso del riciclo risparmiando così la vita di tanti alberi per fabbricare nuova carta. La seconda parte dell’incontro ha visto i ragazzi impegnati in un gioco a squadre per scoprire quanti pezzi scartati servivano per un nuovo prodotto. I bambini si sono dimostrati molto attenti e preparati. La lezione si è conclusa con la consegna a ogni bambino di uno speciale “Ambiente scuola” con tanti preziosi consigli sul riciclo e la differenziata.

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