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Padre Pio e Papa Wojtyla nel presepe

Si ricorda il primo incontro tra il giovane frate e il sacerdote polacco avvenuto 70 anni fa. Ancora una volta sorprende l’opera artistica realizzata nella chiesa di Sant’Andrea.

27/12/2018 - 17:17

di Luigi Ingegneri

Il presepe artistico allestito nella chiesa di Sant’Andrea, adiacente alla casa di riposo, prosegue nella tradizionale di focalizzare un tema o una ricorrenza.

Quest’anno è ambientato a San Giovanni Rotondo, il paese di San Padre Pio per celebrare tre importanti ricorrenze: un secolo della stimmatizzazione di Padre Pio; settant’anni dal primo incontro con Karol Wojtyla, il futuro Papa Giovanni Paolo II; quindi mezzo secolo dalla scomparsa del santo di Pietrelcina.

Il presepe consta di tre sezioni. Nella prima a sinistra è visibile l’incontro avvenuto tra don Karol, da qualche mese sacerdote, con il giovane frate cappuccino. Il sacerdote polacco aveva un grande desiderio di conoscere personalmente il cappuccino stimmatizzato, per tre motivi: vedere Padre Pio, partecipare alla sua messa e confessarsi da lui. Il giovane Karol indossa la talare stile polacco, leggermente diversa da quella italiana, e si trova al di fuori del convento. La presenza della Madonna di Fatima sta a indicare una comunanza: erano entrambi legatissimi alla Santa Vergine. Al di sopra della sezione un angelo regge lo stemma del futuro pontificato di Giovanni Paolo II. Un’apertura ovale a forma di oblò situata in una parete laterale mantiene il contatto fra i due santi.

Nella sezione centrale c’è Padre Pio tutto rapito nel contemplare e pregare il Bambin Gesù, presente con Maria e Giuseppe.
Si trova nella sacrestia e si sta preparando per la messa. Il padre amava molto il Natale, era la festa liturgica che sentiva di più. E, soprattutto, gli piaceva dir messa nella chiesetta di San Giovanni Rotondo. Era una cerimonia solenne, che spettava di diritto al superiore del convento, ma tutti sapevano quanto lui ci tenesse e lo lasciavano fare. Da un’apertura sul retro della Santa Famiglia si può vedere il resto del presepe con il bue, l’asinello, i pastori e i Re Magi.

Nella terza sezione a destra una scena di vita conventuale con i frati addetti al servizio di cucina: uno lava le stoviglie, un altro prepara la sfoglia per la pasta, mentre sulla stufa si vedono le pentole per la mensa dei confratelli. Dalla finestra sulla parete di fondo è possibile vedere uno scorcio di vita paesana.

Il presepe ha una struttura lunga circa tre metri, alta 1,80 e profonda 1,50. E’ interamente realizzato a mano, eccetto le statue della sacra famiglia: come sempre è realizzato dai coniugi Giuliana Beltramini e Luca Mancin. La visita è consentita negli orari di apertura della chiesa dalle 8 alle 12 e dalle 15.30, fino a fine gennaio.

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