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Sanità

Il punto nascite di Adria appeso ad un filo

Respinta la prima deroga, la Regione Veneto ha fatto un secondo difficile tentativo

Il punto nascite di Adria appeso ad un filo

28/12/2018 - 17:14

di Alessandro Garbo

La cicogna soffre, non vola più nella città etrusca. Si riducono al lumicino le speranze di mantenere in vita il punto nascite dell’ospedale di Adria. Il decreto Balduzzi prevede di tagliare i reparti in cui ci sono meno di 500 nascite all’anno. Dati alla mano, nella conferenza stampa dell’Ulss per tracciare il bilancio del 2018, le cicogne sono diminuite nella struttura ospedaliera di Adria. Fino al 28 dicembre, infatti, si contano appena 360 parti, ben sotto la famosa soglia dei 500 che ha indicato il decreto Balduzzi.

Il direttore generale dell’Ulss 5, Antonio Fernando Compostella, allarga le braccia, consapevole che è sempre più difficile credere nel miracolo. Poi rispolvera alcune tappe della vicenda: “La Regione Veneto quest’estate ha chiesto una deroga per quanto riguarda i punti nascite di Pieve di Cadore, Asiago, Portogruaro, Piove di Sacco e appunto Adria - afferma il numero uno dell’azienda sanitaria - da Roma è arrivato l’ok per concedere una deroga, per il disagio geografico, alle strutture ospedaliere di Pieve di Cadore e Asiago, mentre ostetricia a Portogruaro rimane salvo almeno per un anno”.

Il destino, invece, appare già scritto per Piove di Sacco e Adria. Compostella spende comunque parole positive per la struttura etrusca: “Quel punto nascite ha sempre funzionato, H24, con standard di qualità e un livello di sicurezza importanti. Diverse donne dell’Emilia Romagna hanno scelto di venire ad Adria per partorire - osserva - ma tante persone del Basso Polesine hanno preferito, invece, recarsi all’ospedale di Chioggia”.

La Regione Veneto, nel frattempo, non si è arresa e ha bussato nuovamente alle porte di Roma, un secondo difficile tentativo per ottenere una deroga. Ma regna il pessimismo, anche tra i vertici della stessa Ulss 5. A tal proposito, fanno riflettere le considerazioni di Paola Casson, dottoressa dei servizi sociali: “Adesso la valutazione spetterà ai tecnici, ma sui parti esiste un problema di mantenimento della competenza professionale, perché ad Adria, ad esempio, ci sono delle ostetriche che rimangono anche tre giorni senza veder nascere un bimbo”.

E’ beffardo il paradosso a cui è legato il reparto punto nascite di Adria, come evidenzia Antonio Fernando Compostella: “Nel 2017 il trend di nascite era pure in crescita, se confrontato con le statistiche in Italia”.

Dopo aver già detto addio al punto nascite di Trecenta, quindi, il Polesine rischia di perdere seriamente anche Adria.

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