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Lavoro

"Giada e Blu Service: serve far pace"

L'intervento dei sindacati

"Giada e Blu Service: serve far pace"

La crisi economica colpisce ancora in Polesine.

Ci sono 150 posti a rischio. Fabio Zampirolli e Federica Franceschi (Filctem Cgil), Enrico Rigolin e Andrea Bellato (Femca Cisl) intervengono in difesa dei lavoratori: "Ci preme segnalare anzitutto che ci sono due diverse realtà ben distinte e non vanno confuse. Blu Service, che conta su 46 dipendenti suddivise sino a pochi giorni fa in due laboratori, uno ad Adria e uno Cavarzere, riconducibile in quanto a proprietà alla famiglia Bardelle, proprietaria del noto marchio Jacob Cöhen. Questa realtà ha in animo di spostare prossimamente tutte le attività produttive in un nuovo stabile a Piove di Sacco, ed ha già chiesto il ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Giada Spa, che conta su quasi 100 dipendenti nella sola Adria, che fa capo all'imprenditore siciliano Franco Catania, che è licenziataria del marchio Jacob Cöhen. I rapporti tra queste due realtà da tempo sono purtroppo tesi, eppure... una abbisogna dell'altra per esistere".

Aggiungono i sindacati: "Da tempo quindi, come rappresentanti dei lavoratori di entrambe le realtà, cerchiamo  i favorire un riavvicinamento tra le parti, che permetta di conservare in Polesine ed in Veneto una realtà produttiva che, includendo anche tutto l'indotto, porta lavoro a centinaia di persone. La stessa Regione Veneto ha già convocato un tavolo, su
richiesta delle organizzazioni sindacali".

E ancora: "Si tratta di un difficile, graduale riavvicinamento che, umilmente e 'dal basso' stiamo cercando con passione di promuovere, consci che la partita - anzitutto economica – è delicatissima. In tal senso, le strumentalizzazioni locali meramente politiche o le boutades di qualche male informato sono assolutamente deleterie: Filctem Cgil e Femca Cisl sanno benissimo cosa sta accadendo e da anni sono al fianco dei dipendenti coinvolti con l'unico, chiaro obiettivo di poter mantenere i posti di lavoro. Con l'obiettivo di continuare a ideare, disegnare e progettare, tagliare, cucire e spedire questa eccellenza tutta italiana della moda" concludono nel loro intervento Zampirolli, Franceschi, Rigolin e Bellato.

Sulla "Voce" di sabato 12 ottobre l'articolo completo.

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