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Pintus incanta facendo ridere

Una serata da incorniciare per il comico di Zelig al teatro comunale

Pintus incanta facendo ridere

Una lavagna un gessetto bianco e lo spettacolo prende vita: Angelo Pintus è sul palco del teatro Comunale completamente gremito. E’ un pubblico che lo conosce bene, che da anni lo segue in televisione in particolare su “Colorado” e Zelig”, recentemente anche a “Raiplay” con Fiorello, accompagnando diverse generazioni di giovani con la sua comicità condita di pungete ironia. Un pubblico che ha fatto registrare sold out per due serate consecutive, venerdì e sabato, come da tempo non si vedeva al Comunale. E’ un pubblico in larga maggioranza della fascia d’età tra i 30 e 50 anni: quasi un passaggio di testimone tra genitori e figli. Un pubblico che fin dall’inizio è in sintonia con l’artista, ne sente il respiro, percepisce la battuta fin dall’incipit: la sintonia è totale nella cornice suggestiva del Comunale sempre all’altezza di spettacoli di livello nazionale.

E parte subito con una battuta su Adria, su quel doppio semaforo tra via Emanuele Filiberto e venti metri più avanti, in via Peschiera, il passaggio a livello: quel doppio rosso che ogni mattina e sera è la disperazione per tantissimi cittadini. “Sono arrivato in auto da Rovigo - ha esordito l’artista - mi sono fermato al semaforo perché era rosso. Agli altri è venuto il verde e andavano avanti e indietro, invece io sempre fermo, chi mi stava dietro suonava il clacson, non capivo che cosa stava succedendo, non sapevo più che cosa fare. Poi quando finalmente ho svoltato a destra, ho visto che c’è il passaggio a livello, che fino a pochi minuti prima era chiuso”.

E avanti con lo spettacolo “Destinati all’estinzione” che ha spaziato dalla politica ai temi calcistici in un baleno, tuttavia non rimane solo allegria e ilarità, ma anche riflessione su vecchi e nuovi conformismi, su quei “malesseri del benessere” come amava dire Cesare Marchi che spesso portano a comportamenti schizofrenici se non proprio irrazionali. “E' un Pintus maturo – afferma una spettatrice poco più che 50enne all’uscita - ma sempre frizzante che ha divertito, ironizzando anche sul male di vivere mettendo in guardia soprattutto la fascia d’età intorno ai 40 in pericolo di sentirsi eterni adolescenti”. Aggiunge un giovane sulla trentina: “Sono molto contento di essere venuto a vederlo dal vivo, da anni lo seguo in televisione, desideravo proprio di assistere a un suo spettacolo. Merita pienamente: fa ridere anche in televisione, ma a teatro, avendolo di fronte, è tutta un’altra cosa”. Ma il desiderio di tanti è che la tappa adriese non sia un’eccezione: “Speriamo di rivederlo presto quando lancerà il prossimo tour”.

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