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LA POLEMICA

Il caso del Csa torna sul tavolo del Prefetto

I consiglieri Barbujani e Furlanetto hanno protocollato la richiesta di annullamento del consiglio di amministrazione della casa di riposo

Il caso del Csa torna sul tavolo del Prefetto

01/02/2020 - 12:31

I consiglieri comunali Massimo Barbujani (Bobosindaco) e Giorgia Furlanetto (Fratelli d’Italia) hanno protocollato ieri mattina a palazzo Tassoni la richiesta di annullamento del consiglio di amministrazione della casa di riposo. Per conoscenza il documento è stato inviato al prefetto Maddalena De Luca e all’assessore regionale ai servizi sociali Manuela Lanzarin.

“Sussistendo ragione di pubblico interesse - scrivono i due consiglieri comunali - l’amministrazione comunale proceda con l’immediato annullamento in autotutela dei decreti di nomina, stante il grave pregiudizio che ne deriverebbe per il centro servizi anziani; il sindaco provveda conseguentemente a nominare i componenti del cda in conformità con gli indirizzi stabiliti dal consiglio comunale”.

Inoltre chiedono che “nelle more dei decreti di nomina e del legittimo insediamento del costituendo cda, Simone Mori, Gilda Menini, Mauro Colombo, Daniela Pasquali e Graziella Braghin si astengano dal compiere atti di amministrazione, da cui potrebbero derivarne profili di responsabilità anche patrimoniale”.

Infine un appello al cda uscente affinché “nelle more del corretto insediamento del nuovo cda, si astenga, nella prorogatio dei propri poteri amministrativi, dal compiere atti di straordinaria amministrazione”.

Lunedì scorso, qualche ora prima della riunione del primo cda, Barbujani e Furlanetto avevano pubblicamente chiesto al sindaco di fermarsi un attimo, ma non sono stati ascoltati. “Adesso - spiega l’esponente Fdi - ci vediamo costretti a formalizzare questa interrogazione nell’esclusivo interesse della casa di riposo, affinché il cda possa legittimamente formarsi e riunirsi, al fine di evitare eventuali impugnative che potrebbero di fatto rendere nulli gli atti emessi da un cda illegittimo”.

E ancora: “Confidiamo nel fatto che il sindaco metta da parte l’arroganza dimostrata nei giorni scorsi, ammetta l’errore e dinanzi a un pregiudizio così grave per la nostra Casa di riposo agisca in autotutela. Diversamente, a fronte di una possibile impugnazione dinanzi al giudice amministrativo, Barbierato deve assumersi la responsabilità politica e amministrativa di un errore gravissimo, che non può andare a discapito della Casa di riposo e dei suoi ospiti. Ciò che spiace è constatare che non solo il sindaco non abbia ancora provveduto, ma che addirittura lo stesso Mori, che nella riunione del 27 gennaio sarebbe stato nominato presidente della Casa di riposo, abbia affrontato con estrema superficialità e pressapochismo la questione”.

“I civici di Barbierato, di cui Mori è espressione - incalza la Furlanetto - dimostrano inequivocabilmente che la loro incompetenza è tale da essere in grado di mettersi in difficoltà da soli, anche quando la minoranza gli offre su un piatto d’argento la possibilità di rimediare ai loro imbarazzanti pasticci. Confidiamo nel fatto che l’amministrazione comunale annulli in autotutela i decreti di nomina e il sindaco proceda a rinominare immediatamente i componenti seguendo la corretta procedura nel massimo rispetto della normativa che loro stessi hanno insistentemente voluto”.

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