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CORONAVIRUS-FASE 2

"Ripartiamo dalla nostra città: la ripartenza siamo noi"

Gessica Ferrari (Pd): “Niente sarà come prima, ma abbiamo un patrimonio da valorizzare”

"Ripartiamo dalla nostra città: la ripartenza siamo noi"

Oggi è l’ultimo giorno di lockdowm da Coronavirus, anche se le ristrette maglie della clausura domestica si sono allentate da diversi giorni. Domani si torna ad assaporare la libertà, anche se permangono alcune restrizioni. Soprattutto si impone la necessità di comportamenti diversi e responsabili.

Anche la città ritorna a vivere, ma la ripresa non sarà facile, soprattutto dal punto di vista sociale ed economico. Così dal circolo adriese del Partito democratico arriva un accorato appello: “Sosteniamo il sistema produttivo locale: dal commercio agli artigiani, dai servizi alle professioni”.

Un messaggio che viene spiegato da Gessica Ferrari. “La città è pronta per la ripartenza dopo due mesi e mezzo di chiusura forzata imposta dall’emergenza epidemiologica – commenta - Commercianti, baristi, estetisti e parrucchieri e tutti gli altri si sono attrezzati per riaprire le porte in totale sicurezza. Tutti ci stiamo chiedendo come cambieranno i nostri comportamenti quando andremo nell’affezionato negozio per acquistare un capo d’abbigliamento, a prendere il caffè nel solito bar o ritorneremo dalla parrucchiera. Gesti quotidiani – puntualizza Ferrari - che abbiamo sempre fatto in modo rilassato e spensierato, spesso in compagnia di amici. Ma da domani diventeranno, almeno in parte, l’esecuzione di un protocollo obbligatorio e sanzionabile sia per il cliente che per il titolare”.

L’esponente dem ha voluto respirare l’aria del corso in tempo di lockdowm e ha incontrato qualche operatore per raccogliere prima di tutto il loro stato d’animo. “Jessica, titolare di un negozio di abbigliamento lungo il corso – riporta Ferrari – mi ha fatto osservare che stanno aspettando le ultime e definitive direttive, ancora non molto chiare per il settore. L'ingresso dovrà essere scaglionato non più di tre persone per 40 metri quadrati e mantenendo la distanza di un metro sia all'interno dello store che tra le persone in attesa all'entrata, tutti rigorosamente muniti di guanti e mascherina”.

C’è anche la nota dolente di costi extra. “Jessica e gli altri hanno dovuto sostenere costi extra per l'acquisto di prodotti di disinfezione del locale, vaporizzatori per l'igiene dei capi di abbigliamento dati in prova, gel igienizzanti per sé e il cliente”.

Come sarà, invece, la vita al bar? Ferrari si è soffermata a parlarne con Simonetta, titolare di un bistrot in corso Mazzini. “Siamo ancora in attesa di alcuni dettagli – le sue parole - tuttavia da domani si potrà consumare la colazione sia al banco che ai tavoli, mantenendo il rispetto delle distanze di sicurezza. Oppure ci si può accomodare nei tavolini all’esterno, necessariamente saranno meno di prima per rispettare le distanze”.

Anche per Simonetta la riapertura è un investimento non indifferente. “Circa 15 giorni fa – afferma - ho iniziato a lavorare solamente da asporto, com’era consentito ed ho dovuto accollarmi svariate spese, iniziando dai bicchieri con coperchio e attrezzature varie per l'asporto di cibo e bevande, ora anche i costi per mettere a norma il locale, come igienizzanti, gel per clienti e titolare, vaporizzatore per sanificare l'ambiente. Si spera in una definitiva ripartenza viste le grosse difficoltà che ognuno di noi ha incontrato in questo difficile momento”.

A questo punto Ferrari osserva che “non sarà facile abituarsi ad un'organizzazione sociale completamente nuova e sperimentale, ma è necessario prima di tutto attingere al proprio buon senso, per tornare alla vita di prima consapevoli che ‘di prima’ rimane molto poco perché tutto è ormai cambiato. Ma c'è anche molta voglia di ricominciare come traspare dalle parole dei commercianti e dalla loro determinazione ad affrontare nuove sfide”.

E ancora: “Le attività commerciali sono da anni nella morsa di una crisi economica che non sono mai riuscite a superare pienamente, ora l’epidemia ha imposto una battuta d’arresto che obbliga a una ripartenza che deve essere anche occasione di rilancio, un rilancio certamente economico ma che deve essere anche culturale: tutti ingredienti che Adria possiede già e che aspettano di essere uniti insieme. Una passeggiata lungo il corso, l’ingresso in un negozio, il caffè al bar, tutto ci deve ricordare che Adria deve essere guardata e riscoperta in tutta la sua vasta offerta commerciale, turistica e paesaggistica. Speriamo sia possibile creare una sinergia tra tutte le categorie che operano dentro il territorio adriese, commercianti, ristoratori, parrucchieri, associazioni, istituzioni culturali e cittadini augurandoci che siano in grado di collaborare congiuntamente per diventare promotori di se stessi ma anche di tutto il prezioso patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale che li circonda, di creare una rete fra operatori in sinergia che non può fare altro che arricchire vicendevolmente”.

Gessica Ferrari conclude con un appello finale: “Facciamo in modo che quel ‘Io resto a casa’ possa diventare ‘Io riparto dalla mia città’: la ripartenza siamo noi”.

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