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POST CORONAVIRUS

Task force per il verde pubblico

Il proclama dell’assessore Micheletti dopo aver perso per strada il regolamento sul decoro

Task force per il verde pubblico

La fine del lockdown da Coronavirus impone un restyling completo della città. Tante zone dimostrano un’incuria che neppure l’emergenza sanitaria appena superata può giustificare: la situazione maturata negli ultimi tre mesi ha soltanto acuito carenze pregresse. Già prima, infatti, il degrado diffuso un po’ ovunque offuscava l’immagine di una città che a buon diritto vuole presentare un volto turistico. Adesso è quanto mai necessario correre ai ripari.

Alcune zone danno l’aspetto di una città abbandonata: erba alta lungo viale Maddalena, così pure davanti alla stazione dei treni. Scarsa manutenzione nel piazzale Alberto Mario, dietro la chiesa Cattedrale, e lungo via Carducci, per non parlare della laterale via Cairoli e via Piagnara. In piazzetta Campanile il verde ha letteralmente incorniciato il vialetto in ciottoli.

E si potrebbero citare tanti altri casi. Tutte zone del centro cittadino, anche se le aree limitrofe e le frazioni non devono essere considerate di serie inferiore.

Dunque, al di là dell’emergenza sanitaria, resta il fatto che la manutenzione del verde ha bisogno di una diversa progettualità e organizzazione per una città che vuole essere sempre più verde. Inoltre è necessario quanto prima che il comune dia il buon esempio nel mettere in pratica i consigli impartiti attraverso le ordinanze del sindaco Omar Barbierato.

L’ultima delle quali riguarda il contrasto alla proliferazione delle zanzare, in particolare della terribile West Nile. Tre punti esprimono in maniera chiara la necessità di mantenere il verde pubblico e privato sotto controllo. Infatti viene chiesto di provvedere al taglio periodico dell'erba e al contenimento della vegetazione nelle aree verdi per evitare che possano occultare micro focolai. Inoltre di evitare l'accumulo di rifiuti di ogni genere in quanto possono dare luogo alla formazione di focolai larvali, evitare il ristagno delle acque meteoriche o di qualsiasi altra provenienza e tenere sgombri i cortili e le aree esterne da erbacce, sterpi che ne possano celare la presenza; ai proprietari o detentori, ovvero a coloro che hanno la responsabilità o l’effettiva disponibilità di scarpate ferroviarie, scarpate e cigli stradali, corsi d’acqua, aree incolte e aree dismesse.

E ancora: mantenere le aree libere da sterpaglie, rifiuti o altri materiali che possano celare il formarsi di raccolta d'acqua. Indicazioni fondamentali per combattere le zanzare ma nello stesso tempo sono azioni necessarie per offrire alla città un aspetto più decoroso. Pertanto l’amministrazione comunale non può certamente lanciare il sasso nell’enunciare le cose da fare e poi nascondere la mano quando deve fare la propria parte.

Qualche giorno fa è stato riportato il caso di un cittadino virtuoso che ha pensato bene di pulire un tratto di area pubblica non soltanto davanti alla propria abitazione, ma andando oltre tagliando l’erba nell’aiuola all’incrocio tra riviera Campanina e via Ca’ Cima, ha pulito il ciglio destro lungo quest’ultimo stradina, così pure ha pulito uno scorcio dell’argine raccogliendo anche alcuni rifiuti scaricati in Canalbianco.

Ha fatto tutto gratuitamente e sotto la propria responsabilità, non prima di aver segnalato il tutto agli uffici comunali, al comune è costato soltanto qualche euro per aver fornito la benzina per il decespugliatore. Partendo da questo esempio virtuoso si potrebbe arrivare un progetto di coinvolgimento della cittadinanza che non sia casuale o sporadico, ma organizzato e coordinato. Così pure è necessario il coinvolgimento delle associazioni di volontariato, soprattutto nelle frazioni. Dopo il pasticcio “pasquale” al momento è tutto fermo.

E’ chiaro che quando la cittadinanza è coinvolta nel mantenere pulita la “casa comune”, gli stessi cittadini diventano i primi custodi e guardiani contro gli atti di inciviltà.

Intanto è quasi passato un anno da quel regolamento sul decoro urbano che l’assessore Andrea Micheletti voleva approvare tassativamente entro agosto 2019. In attesa che questo regolamento prima o poi veda la luce, anche se ancora non è ben chiaro quanto di nuovo potrà introdurre rispetto alle normative vigenti, l’assessore è corso ai ripari annunciando la costituzione di una task force dedicata alle erbacce. Ancora non è dato sapere quali competenze avrà e come dovrà operare, così pure non viene specificato chi andrà a formare questo nuovo organismo: si spera almeno che venga rispettata la parità di genere.

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