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L'INTERVENTO

"Tempi di attesa infiniti e prestazioni distanti, altro che servizi sette giorni su sette"

Così Pierpaolo Ballo, segretario del Partito Democratico di Adria, sulla situazione prenotazioni e sanità

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L'ospedale di Adria

"Cosa sia cambiato da gennaio 2020 è dato sapere, il coronavirus mandava i primi segnali e poi ne abbiamo visto le conseguenze, la paura, il timore, poi lentamente, a scaglioni, l'uscita dal tunnel, la riapertura lenta dei servizi, il ritorno al lavoro, una prospettiva che non sappiamo, per molti, ancora quale sia. Ma cosa è successo nella sanità del basso Polesine in questi mesi?" Inizia così la nota di Pierpaolo Ballo, segretario del Partito Democratico di Adria.

"Forse sarebbe il caso di sapere perché nonostante le ripetute visioni oniriche del direttore generale Antonio Compostella ancora non è dato sapere, abbiamo sentito rassicurazioni, promesse ripetute che richiamano gli slogan del presidente Luca Zaia, ma la realtà è davanti ai nostri occhi ogni giorno nel momento in cui entriamo nel nostro ospedale. Nel momento del bisogno, una risposta alla richiesta di prestazioni dovrebbe essere pronta, ma ci troviamo di fronte a lunghe lista d'attesa perfino per un semplice prelievo di sangue da effettuare presso il laboratorio".

"Se poi ti va bene, l'offerta del CUP è per l'accesso ai servizi presso la Casa di Cura di Porto Viro, la Casa di Cura Città di Rovigo, il "presidio" di Santa Maria Maddalena, privati che approfittano della cattiva offerta del pubblico per "donarti quello che ti serve", ma niente è gratis".

"Ma il dopo virus doveva essere rappresentato da quello che vediamo in questi giorni con un CUP che non funziona, cittadini senza risposte, specialità ancora chiuse oppure avremmo dovuto trovare una apertura dei servizi sette giorni su sette come era stato ventilato e promesso?

Adesso ci venga detto chiaramente quali intenzioni ha la direzione generale, quello che abbiamo visto in questi mesi, nascosto dietro al problema coronavirus è stata solo una riorganizzazione dei servizi in negativo, una riduzione in qualità e quantità, non solo la reperibilità delle farmacie, altre sono le specialità delle quali non è più garantita la reperibilità ORL ORTOPEDIA ed altre ancora, assenza che obbliga il cittadino, in una situazione d'emergenza, a ricorrere per le cure all'ospedale di Rovigo anche dopo essere transitati per quello dell'Ospedale di ADRIA".

"Non siano le solite promesse da mercante, aspettiamo ancora il Pronto Soccorso nuovo e tutti i lavori comunicati e mai portati a termine, ci dica solamente:
• quali servizi intende offrire al cittadino e con quale frequenza
• come ha intenzione di ridurre i tempi di attesa per le prestazioni
• come intende aprire i servizi in particolare il laboratorio analisi ricordando che in altre realtà l'offerta è stata risolta positivamente semplicemente allungando l'orario di apertura
Come Partito Democratico riteniamo che il dramma del coronavirus abbia dimostrato l'importanza della Sanità Pubblica, degli Ospedali come il nostro ed dai servizi dei Punti Sanità e che la politica perpetrata da questa Direzione Generale in linea con il governatore non sia più accettabile.

Non si può affermare di mettere al centro la persona e poi obbligare l'anziano a lunghe trasferte per una semplice prestazione, è una vergogna. Riteniamo doveroso denunciare all’opinione pubblica questi ulteriori situazioni di depauperamento, chiedendo a tutte le forze cittadine disponibili, di far fronte comune per rialzare la testa e contrastare questo disegno che vuole sempre più umiliare quello che resta dei servizi socio-sanitari nel nostro territorio".

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