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Pregliasco: "Il virus è ancora presente tra noi"

Il noto virologo, presidente nazionale Anpas, in conferenza stampa prima dell'evento della Croce verde dedicato al volontariato

Pregliasco: "Il virus è ancora presente tra noi"

“Ottimisti ma prudenti” è il messaggio che arriva da Fabrizio Pregliasco, presidente nazionale Anpas e virologo di fama internazionale, direttore sanitario dell’Irccs Istituto ortopedico Galeazzi di Milano. Prima dell’incontro pubblico di questa sera venerdì 31 luglio in piazza Garibaldi, all’evento “Grazie agli operatori della lotta al Covid19”, promosso dalla Croce verde, Pregliasco ha incontrato gli organi di stampa nella sede dell’associazione in via Malfatti. Al suo fianco Lamberto Cavallari del direttivo nazionale Anpas, il presidente di Croce Verde Antonio Sturaro, quindi l’assessore comunale ai servizi sociali Sandra Moda; presente anche Roberta Paesante vicepresidente Fidas polesana.

Pregliasco ha subito fatto sapere che “il virus è ancora presente tra noi, è necessario usare piccoli accorgimenti di tutela sanitaria a difesa della salute propria e degli altri. Ma questi accorgimenti come portare la mascherina o igienizzare la mani vanno vissuti con serenità, non con angoscia; come prevenzione, non come imposizione. E’ – ha aggiunto – come portare gli occhiali da sole: quando servono si indossano, quando non servono li lasciamo nell’astuccio. Se siamo sprovvisti soffriamo nel momento del bisogno”. Osservando al prossimo futuro, il presidente Anpas ha fatto notare che attualmente i focali hanno principalmente tre cause: alcuni lavori a rischio come quelli legati a macellazione e lavorazione delle carni; contesto sociale degradato dove l’igiene è alquanto trascurata; trasmissione da immigrati, in particolare dal est Europa più facilmente integrabili nel tessuto produttivo.

A questo punto ha rilevato che “una seconda ondata ci sarà, ma abbiamo motivo di credere che non avrà l’impatto drammatico di quella precedente anche perché sono già in atto strumenti e professionalità per farvi fronte”. Per il vaccino sicuramente “non ci sarà prima di 12/18 mesi, tuttavia un’indagine dell’Università Cattolica rivela che il 41% non è intenzionato a vaccinarsi”. In ogni caso, Pregliasco suggerisce “un potenziamento della tradizionale vaccinazione antiinfluenzale e per chi è a rischio polmonite perché senza dubbio possono attenuare l’eventuale l’impatto del Covid-19”. Il presidente Anpas ha sottolineato “il ruolo fondamentale svolto dal terzo settore insieme al volontariato, vera e propria spina dorsale nell’emergenza sanitaria, anche se siamo stati poco considerati. Ma questo dovrà essere un punto fermo per ridisegnare il modello dei servizi socio, sanitari e assistenziali del futuro prossimo”.

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commenti 1
  • Maass

    01 Agosto 2020 - 15:03

    Nulla da eccepire circa la situazione epidemiologica del covid-19 e la conseguente malattia; grande rispetto per tutti i problemi conseguenti e, soprattutto, per le ANIME SANTE! Mi sento però di fare qualche constatazione: probabilmente molti virologi hanno conseguito il dottorato a epidemia in corso, non sapevo ci fossero così tanti virologi in Italia, soprattutto per come è stata seguita è trattata la fase iniziale e acuta; provato che i mass media ne hanno fatto un vetusto vessillo del covid-19, ricordo allo scrivente è anche ai lettori, che ogni giorno vengono diagnosticati almeno 1000 casi di tumore è che ogni giorno muoiono circa 485 persone di tumore. I casi di decesso per malattie oncologiche sono al 29%, il primo caso di morte in Italia è al 37% per malattie cardiovascolari! Quindi il covid-19 è un problema però, per onestà intellettuale, deve essere trattato in valore assoluto ed avere di conseguenza IL SUO PESO SPECIFICO!!!!!!!!

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