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ALPINI

“Parco, una gara di solidarietà”

Matteo Sacchetto: “Tanti si sono fatti avanti per contribuire, più siamo più sarà bello”

“Parco, una gara di solidarietà”

02/09/2020 - 20:36

E’ cambiato l’ingresso nell’area verde di via Grandi, il futuro, ormai prossimo, parco degli alpini. Sulla sinistra è stata allestita una bacheca in legno, come a voler richiamare il profumo di pini e abeti della montagna. La maxi bacheca avrà una doppia finalità: sulla parte davanti verranno affissi tutti i cartelli di indirizzo comportamentale per chi accede al parco e le normative da rispettare.

Sul retro, quindi osservando il parco, i nomi dei benefattori che hanno contribuito e contribuiranno a questa meravigliosa realizzazione. I primi benefattori sono Paolo e Lino che hanno realizzato e donato la bacheca. “A loro va il nostro primo ringraziamento” afferma Matteo Sacchetto, capogruppo delle penne nere, con la maglietta inzuppata di sudore dopo un po’ di lavoro nel parco nel post lavoro. “Altri ci hanno già contattato ed è stato già avviato un dialogo”.

Che dialogo avete avviato?

“Tengo a ribadire che noi come gruppo alpini non chiediamo soldi, né a privati né a enti pubblici. Quest’opera è qualcosa di grandioso non perché viene portata avanti dagli alpini, ma perché è il risultato dell’impegno di volontariato di tante persone. Qualcuno si rende utile mettendo a disposizione il proprio tempo, qualche altro offre materiali, qualche altro ancora finanzia questa o quella parte del progetto. Ecco in che cosa consiste il dialogo con i benefattori: a chi ci chiama illustriamo quello che stiamo facendo. L’obiettivo finale è che ognuno deve sentire proprio questo parco sia per usarlo, sia per rispettarlo”.

Allora chi sono questi benefattori?

“Ci hanno chiamato piccole aziende e imprese più consolidate, anche singoli privati e associazioni. Se qualche altro vuole farsi avanti siamo ben lieti: più siamo, più il parco sarà bello”.

E’ ancora valida la raccolta dei tappi di plastica?

“Certamente. La cosa più bella è arrivare qui al mattino o alla sera e vedere che qualcuno ha portato un sacco di tappi. In silenzio, quasi in punta di piedi. Magari qualcuno manda un messaggio per dire di aver lasciato il sacco, ma solo a titolo informativo. Un’altra cosa bella e che quando senti qualcuno che ha portato un sacco di tappi, quasi sembra voler scusarsi per averne portato uno solo, perché avrebbe voluto portarmi due o tre. Ma va bene così: è una catena della solidarietà straordinaria. Approfitto per dire che si sono aggiunti due gruppi alpini nella raccolta tappi: gli amici di Porto Tolle e San Nicolò, paese alle porte di Padova”.

Ci saranno anche quest’anno panettoni e pandori?

“Certamente. Qualcuno già ci chiama per le prenotazioni. A breve si metteremo in moto anche per questo”.

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