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Palazzo Tassoni

“Francesco, fai un passo indietro”

Cavallari: “Bisco dica chi ha mandato i carabinieri e chi gli ha fatto incautamente il nome del prefetto”

“Francesco, fai un passo indietro”

Caro Francesco, sei inadeguato al ruolo di presidente, devi prenderne atto e fare un passo indietro”: arriva l’affondo di Lamberto Cavallari. Mirato, chiaro, diretto. Eppure più che al presidente, il messaggio di Cavallari sembra rivolto ai quei civici che certamente non possono essere rimasti indifferenti a quello che è successo nei giorni scorsi, ben consapevoli che il loro silenzio li sta mettendo in posizione sempre più imbarazzante.

Ho voluto lasciar passare qualche ora prima di rilasciare dichiarazioni - incalza Cavallari - ma la mia percezione non è cambiata. Oltre ad inadeguatezza, non viene in mente nessun altro termine”. E ancora: “Ognuno è libero di definire queste azioni come crede, ma arrivare ad indicare il prefetto come responsabile di aver mandato i carabinieri in consiglio comunale, per poi smentire se stesso poche ore dopo, dicendo che gli era stata comunicata una notizia errata, è inaccettabile. Chiedere scusa dopo conta poco: proprio per il lavoro che ha fatto, ovvero il medico, Bisco sa che le scuse a posteriori sono un gesto di correttezza, ma inutili nella sostanza”.

Cavallari prosegue ricordando che “nelle scorse settimane non ha saputo garantire i diritti dei consiglieri, arrivando in conferenza stampa ad accusarli di fare gioco sottobanco per metterlo in difficoltà. Mi pare che i fatti siano chiari: sa mettersi nei guai da solo, senza alcuno aiuto. Ed ha esposto la città ad una brutta figura come non ho modo di ricordarne. Forse a questa maggioranza può andar bene lo stesso, può sostenerlo per spirito di corporativismo, come si faceva nella vecchia politica del dogma. Ma come cittadino non mi sta bene. Come consigliere trovo incredibile che chi deve garantire il funzionamento dell’aula consiliare, a distanza di dieci giorni, non sia nelle condizioni di dirci chi ha mandato i carabinieri”. Quindi conclude: “Ne prenda atto: chi ricopre un ruolo istituzionale e tira in campo altre istituzioni sbagliando in modo così plateale, deve trarre le dovute conseguenze. Deve fare il nome di chi gli ha riferito una cosa del genere, lo metta nelle condizioni di risponderne e faccia un passo indietro”.

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